“nessuna nuova, buona nuova”. Il detto, saggezza di un Popolo, è ben noto nella nostra Penisola. Ma, quando le “nuove” potrebbero esserci, è importante mettere un poco da parte i proverbi e tentare di fare un primo punto sul fronte socio-politico italiano. E’ una necessità che riteniamo prioritaria proprio per non trovarci spiazzati, già nella tarda primavera del 2013, quando l’attività parlamentare, dopo le elezioni generali, riprenderà a funzionare in tutta la sua pienezza. Se da un lato, e giova rilevarlo, il quadro delle possibili alleanze è ancora tutto da venire, sembra che ci si muova per varare il piano, più che articolato, delle riforme istituzionali; modifiche costituzionali comprese. Come sarà il prossimo Potere Legislativo non c’è ancora chiaro, ma sembra che il sistema”bicamerale” resti duro a morire. Forse, s’insisterà su un numero minore di parlamentari. Sul Governo, il riserbo è più che totale. Del resto, lo scollamento di strategie tra i partiti, che in Italia prosperano a tutto spiano, c’induce a presupporre un differente meccanismo elettorale più parco nei numeri ed esteso anche agli elettori italiani d’oltre confine. Meglio tardi che mai. Per altro, non s’evidenzia alcun partito capace di guidare un accordo in grado di reggere un’intera legislatura. Quando i “rossi” sono diventati “rosa” ed i “bianchi” hanno assunto una lieve sfumatura di “grigio”, di maggioranza governativa non è proprio il caso di scrivere. Forse, da noi manca la volontà d’essere originali o, in ogni caso, più propositivi che per il passato. La guida dei partiti non si dovrebbe ereditare; invece la figura dei “Delfini” è più reale che mai. Almeno, ci auguriamo che il nuovo Parlamento sia messo nelle condizioni d’operare in maniera più indipendente. Senza problemi di “conta” e di “franchi tiratori”. Ovviamente, il cambiamento andrà ad interessare anche altri istituti costituzionali. Se così dovesse essere, ne prenderemmo atto; già sicuri in una migliore gestione dello Stato. Ciò malgrado, non tutti i partiti sembrano in linea con i cambiamenti che, da ipotetici, potrebbero essere reali entro fine d’anno. Quindi, prima delle elezioni politiche della primavera del prossimo anno. Se gli accordi di programma non dovessero essere raggiunti nei tempi prestabiliti, potrebbero scattare i referendum propositivi; assai importanti per valutare direttamente la volontà del popolo italiano. Mentre scriviamo, a poche settimane dalla primavera, il quadro politico nazionale continua ad alterarsi o a mantenere posizioni atipiche indispensabili per non sfiduciare la Squadra di Monti. Non è detto che il Senatore, finito il suo mandato”tecnico”, non si candidi quale membro di un partito. Non sarebbe né scandaloso, né sconveniente. Probabilmente, solo azzardato. La Democrazia è una realtà preziosa che, però, ha da essere gestita con razionalità e con programmi ben radicati anche nell’economia del Paese. Certo è che l’istituto della delega, tanto caro ai nostri politici, sembra aver perduto d’importanza e questo è un altro segnale sul quale porremo la nostra attenzione nell’immediato futuro. E’ un impegno che ci prendiamo, volentieri, nei confronti di chi ha la pazienza di seguire le nostre riflessioni. Giorgio Brignola

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