Roma, 3 aprile 2012. L’on. Antonio Razzi è intervenuto ieri mattina in plenaria alla 126° Conferenza Interarlamentare sul tema “Colmare la distanza tra i parlamentari ed il popolo” e nel pomeriggio ha parlato alla 2° Commissione su “Ridistribuire il potere e non solo le ricchezze.”

Il discorso in plenarie è stato salutato con scrosci di applausi dal consesso e le congratulazioni personali del presidente UIP signor Abdelwahed Radi che ha mostrato di gradirne molto i contenuti, «Purtroppo, ha esordito Razzi, è ingenerata la convinzione che il parlamentare sia una sorta di onnipotente cui tutto può. Noi però sappiamo bene che non è così. Il singolo parlamentare è solo una noce in un sacco vuoto se non agisce all’unisono con gli altri colleghi, se non parlamenta e discute, se non decide, se non legifera con il suo voto.» L’intervento si è articolato in più argomentazioni una delle quali è stata la corruzione a tutti i livelli delle istituzioni «Ultimamente in Italia, ha detto, si è aperto un grande dibattito sulla corruzione che minaccia il parlamento dal suo interno minando le istituzioni democratiche ed inficiando i suoi lavori. Ma questo argomento affligge molti parlamenti, riguarda tanti di noi cui sono affidati i destini comuni.

I corrotti che tutto possono perché nei loro “do ut des” reciproci ricevono vantaggi e benefici danno una immagine negativa alla gente che ne disprezza le gesta e finisce per denigrare l’intero sistema. Le auto blu, ha continuato, con i vetri scuri, le scorte, i privilegi che accompagnano la figura nel suo complesso acuiscono ed accentuano ogni distanza con la gente comune.»

Parlando poi sella sua esperienza personale, l’on. Razzi ha testimoniato «La mia esperienza personale di deputato che si reca a fare la spesa al super market, che prende il caffè al bar, che risponde al telefono quello fisso e quello mobile a chiunque lo chiami, mi ha insegnato che i cittadini sono felici di incontrare uno così che siede in Parlamento. Le ragioni sono assai intuibili: sembro agli occhi loro una persona normale che fa le cose che fanno tutti. Ed è proprio questo che la gente vuole vedere in prima battuta, vuole essere sentita, chiedere, controbattere e lamentarsi ma infine ti stringe la mano anche chi non ti voterebbe mai. Ai parlamenti così congegnati invece manca l’aspetto umano. Troppo ancorati ad un linguaggio poco comprensibile alle maggioranze, stretti nelle nostre cravatte di seta, sistemati su pulpiti alti e sovrastanti, non riusciamo più a fare presa neanche con la demagogia ed il populismo più affinati.»

In conclusione prima di rivolgere il ringraziamento di tutta la delegazione italiana, « Ed è a questo magnifico paese che ha ospitato la nostra delegazione in maniera così affabile ed attenta che rivolgo l’augurio di tutti noi ed il mio personale di prosperità e sviluppo. Una terra dove basta lanciare un seme per farvi crescere una pianta.», Razzi ha provato ad elencare una serie di “Dobbiamo” rivolti a tutti i parlamenti «Si fa un gran parlare di antipolitica come del male assoluto della democrazia. Essa porta allo sfacelo le buone intenzioni, sgomenta chiunque sia in buona fede, annichilisce gli animi e le volontà perché: «tanto sono tutti uguali – si dice-.

Dobbiamo ammettere anche che sentiamo, da anni, dirci sempre le stesse cose quasi espletassimo delle formalità.

Dobbiamo riconoscere che quest’aria professorale e difficile non trasmette altro che rassegnazione nella gente.

Dobbiamo avere bene presente nelle nostre coscienze le aspettative e le speranze che la gente ripone nei parlamenti nel loro complesso. Essi sono i luoghi solenni delle decisioni definitive e risolutive.

Dobbiamo ripeterci ogni giorno che il nostro mandato è un’assunzione di responsabilità disattesa la quale ogni sonno deve essere disturbato.»

In serata tutti i capi delegazione hanno partecipato alla cena di gala nella residenza privata del Presidente Ugandese signor Yoweri Museveni

On. Antonio Razzi
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