Le Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) della Gran Bretagna hanno festeggiato, domenica 27 maggio, il loro incontro con il lavoro e con i valori del mondo del lavoro. Una festa cha appartiene oramai alla storia dell’associazione italiana in Inghilterra e che nonostante il “passare degli anni non ha perso nulla della sua iniziale attrattività” come ha sottolineato il presidente Lorenzo Losi aprendo i lavori dedicati alla riflessione sui temi del mondo del lavoro attuale. “Un appeal che viene da lontano, poiché le Acli sono un’associazione di lavoratori e di lavoratrici cristiani fondata sulla solidarietà, sul lavoro e sul suo ruolo fondamentale per le famiglie e per la società” ha proseguito Losi, ringraziando poi i circoli Acli presenti (oltre quattrocento aclisti, provenienti da Bedford, Bradford, Londra, Birmingham, Luton, ecc.), la presidenza delle Acli Inghilterra, la direttrice dell’Enaip Lucia Bugitti e Lazzaro Pietragnoli (neo eletto consigliere comunale nelle file dei laburisti) “per la passione e la costanza con cui portano avanti l’impegno di «fare le Acli» anche in quadro profondamente mutato”.

Parole puntuali poiché il dato anagrafico obbliga, soprattutto un’organizzazione a vocazione internazionale come le Acli (probabilmente l’unica associazione italiana di volontariato tuttora operante a livello internazionale con circoli, iscritti reali, servizi come il Patronato e l’Enaip e organi di collegamento transnazionali), a guardare al futuro e a ripensare la propria organizzazione in funzione dei grandi cambiamenti che stiamo vivendo. Assieme alla vecchia emigrazione italiana, alla festa del lavoro hanno partecipato alcuni giovani che rappresentano il volto nuovo dell’Italia che emigra, quello dei giovani con una laurea in tasca che cercano e trovano il lavoro all’estero; sono giovani disponibili all’impegno associativo ma con modelli nuovi di aggregazione e di comunicazione.

Un aspetto evidenziato anche dal Console Generale di Londra Uberto Vanni d’Archirafi nel suo intervento di saluto. Un intervento che ha toccato la “questione lavoro in Inghilterra”, con particolare riferimento alla nostra comunità, ma anche lo stato della rete diplomatico-consolare alla luce dei cambiamenti intervenuti in questi ultimi anni, che si dovrebbero ritenere conclusi poiché l’assetto post-ristrutturazioneè già oltre il limite accettabile. Concludendo, il Console Generale ha indirizzato ai presenti un invito accorato esortandoli a non disperdere la conoscenza dellalingua italiana e a fare di tutto affinché i loro nipoti continuino a studiare la nostra lingua.

L’occupazione, le sfide globali e l’Europa sono i temi che hanno sviluppato anche Andrea Mantione, presidente delle Acli Olanda, nonché presidente del Comites di Amsterdam, e Franco Narducci, parlamentare del PD eletto nella circoscrizione estera.

Andrea Mantione ha illustrato con grande chiarezza la visione delle Acli, alla luce anche del recente congresso nazionale, sui temi del lavoro e dell’occupazione ed ha evidenziato le ricadute della crisi recessiva che attanaglia l’Italia. “Occorre un grande piano di investimenti nella modernizzazione dell’Italia, a partire dalle infrastrutture, stimolando il concorso dell’Unione Europea in termini di risorse finanziarie” ha affermato Mantione “altrimenti la disoccupazione e l’impoverimento delle famiglie minacceranno la coesione sociale, già incrinata dalla lacerazione e instabilità del quadro politico. Ma per farlo, gli Stati nazionali devono assolutamente ritrovare lo spirito dei padri fondatori dell’Europa unita” ha concluso Mantione

“Con la globalizzazione siamo tutti nella stessa barca e possiamo affrontare i problemi solamente se convergono gli interessi di tutti sullo stesso obiettivo: tornare a crescere come Unione Europea” ha affermato Narducci in apertura del suo intervento, ricordando che l’Europa è in affanno. La disoccupazione è al massimo storico dalla nascita dell’euro, il tasso di disoccupazione nell’Eurozona a marzo scorso è salito al 10,9% con punte drammatiche in Spagna (24,1%) e in Grecia (21,1%), mentre in Italia la disoccupazione giovanile ha superato da tempo, in particolare nel meridione dell’Italia, la soglia della sostenibilità. Anche perché le famiglie non sono più in grado di funzionare da ammortizzatore e sono tante quelle che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. L’ex presidente delle Acli della Svizzera e ora vice presidente della Commissione affari esteri della Camera dei Deputati ha poi affrontato i nodi della situazione economica italiana, dell’impegno del Governo Monti per avviare politiche attive per la crescita, dei danni prodotti dai tagli lineari e delle possibili ricadute della spending review per i servizi diretti agli italiani all’estero. “Italiani che hanno sempre dato un fondamentale contributo economico all’Italia e sicuramente lo faranno anche ora, in questo momento di grandissima difficoltà, purché vengano riconosciuti dalle Istituzioni come componente attiva del Paese e non demotivati da provvedimenti ingiusti come quello, per esempio, di tassare la loro casa in Italia con l’aliquota più alta (seconda casa) ai fini dell’IMU” ha concluso Narducci.

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Franco Narducci

Vicepresidente

Commissione Affari esteri

Camera dei Deputati, Roma

Tel. ++39 06 6760 5698

Cel. ++39 338 677 04 24

narducci_f@camera.it

www.franconarducci.com

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