Roma, 7 agosto 2012. In tempi di congiunture come quelli che l’intera Europa vive con la pena ed il fantasma del fallimento, in Italia si pensa di retribuire con 650 mila euro il nuovo Direttore generale della Rai dott. Gubitosi e con 430 mila euro il nuovo Presidente Tarantola. «Non c’è che dire, ha dichiarato l’on. Razzi, che questo paese è assai bizzarro, un paese dove da un lato ti tartassano di tasse e non permettono alla ente di arrivare ad assicurare il piatto in tavola ai propri figli e dall’altro consente l’affronto di stipendi da nababbi.» Da qui l’interrogazione a risposta scritta con una domanda netta e legittima al Ministro dell’Economia e delle Finanze: ” se non ritenga di assumere iniziative normative per fissare un tetto massimo di retribuzione lorda di euro 250.000 e per ancorare le «retribuzioni» ai risultati della situazione economica, finanziaria, patrimoniale delle società ai cui vertici sono chiamate persone scelte dalla politica”. Sarebbe, ha concluso Razzi, il minimo sindacale da poter realizzare non fosse altro che per dare un segno forte alla popolazione che qualche sacrificio debba essere accollato anche da chi è ricco. Basta disparità incolmabili, ha concluso Razzi.»

Interrogazione a risposta scritta 4-17310

presentata da

ANTONIO RAZZI
lunedì 6 agosto 2012, seduta n.677

RAZZI. –

Al Ministro dell'economia e delle finanze.

– Per sapere – premesso che:

si apprende dai giornali che il nuovo direttore generale della RAI avrebbe una «retribuzione» euro 650.000 con un costo aziendale che veleggia verso il 1.000.000 di euro;

il sito liberoquotidiano.it riporta: «La Rai di Monti paga un milione di euro per presidente e dg. Stipendi pesanti per la Tarantola (430 mila euro) e Gubitosi (650 mila euro). C'è la deroga per il tetto di 300 mila euro per i manager pubblici, ma la Corte dei Conti indaga;

la nuova Rai non cambia mai. Il carrozzone di Viale Mazzini riparte da un nuovo presidente, Annamaria Tarantola, con superpoteri e uno stipendio da 430 mila euro (in linea con il salario percepito dal suo predecessore Garimberti e da lei stessa in Bankitalia), e da un nuovo direttore generale. Luigi Gubitosi, che di euro ne guadagnerà addirittura 650 mila. Tra l'altro, Gubitosi peserà a vita sulle spalle (e le casse) del Tesoro visto che per stapparlo dalla poltrona di consulente in Bank of America la Rai su pressione del suo sponsor principale Mario Monti gli ha garantito un contratto a tempo indeterminato il cui fisso sarà comunque di 400 mila euro. Piccola consolazione: dopo le polemiche sugli sprechi, il cda ha abbassato la quota fissa che inizialmente era di 500 mila euro…;

stipendio a vita – Che fine ha fatto il tetto di 295 mila euro fissato allo stipendio dei manager pubblici? Presto detto: il Salva Italia del Governo ha previsto una deroga ad hoc per i membri delle Authority e della Rai. L'unica speranza di tagli risiede nella decisione della Corte dei conti, che dovrà valutare l'equità del contratto di Gubitosi e soprattutto il giochetto del travaso dalla parte fissa a quella ad incarico;

già alcuni giornali in passato avevano riportato notizie varie e il Fatto Quotidiano del 17 luglio 2012 titola «I paperoni di Stato. Ecco le dichiarazioni dei redditi dei manager pubblici. Ma il tetto agli stipendi d'oro ancora non si vede», in particolare, nell'ambito di tale articolo risultano elencati i seguenti soggetti con i relativi importi risultanti dalle dichiarazioni (che ovviamente includono anche gli altri redditi degli interessati): un ex presidente RAI, 670.304 euro; l'amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti, 1.925.997 euro; l'ex direttore generale della Banca d'Italia, 838.596 euro; il direttore generale della RAI, 424.106 euro; l'ex Governatore della Banca d'Italia, 1.021.616 euro; il presidente SEA, 919.847 euro; l'amministratore delegato delle ferrovie dello Stato, 649.487 euro; il Governatore della Banca d'Italia, 405.201 euro; l'amministratore delegato Invitalia, 727.170 euro; il presidente AGEA, 1.048.478 euro; l'amministratore delegato Finmeccanica, 1.654.416 euro; il presidente INPS, 1.361.617 euro; l'amministratore delegato della CONSAP, 695.466 euro; il commissario straordinario Alitalia, 3.686.272 euro; il vicepresidente di FINTECNA, 392.392 euro; il presidente della Cassa depositi e prestiti, 567.262 euro; il presidente di Expo 2015, 5.600.000 euro; l'ex presidente Finmeccanica, 5.500.000; due direttori generali di Finmeccanica con, rispettivamente, 2.500.000 euro e 2.600.000 euro;

gli stessi giornali sottolineano che il caro stipendi sta proprio nei manager scelti dalla politica;

vari livelli dell'economia mondiale si sono ridotti gli «stipendi» dal re, dal principe della Spagna ad altri vertici istituzionali ed economici privati;

i risultati di bilancio di aziende «pubbliche» da Finmeccanica ad altre sono certamente non esaltanti;

come dicono alcuni giornali la vera casta è quella dei manager scelti dalla politica -:

se non ritenga di assumere iniziative normative per fissare un tetto massimo di retribuzione lorda di euro 250.000 e per ancorare le «retribuzioni» ai risultati della situazione economica, finanziaria, patrimoniale delle società ai cui vertici sono chiamate persone scelte dalla politica.
(4-17310)

On. Antonio Razzi
Via Uffici del vicario, 21
00186 Roma
Tel. +39-06/67608166 Fax +39-06/67608750
E-mail: razzi_a@camera.it
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