Gentilissimo Onorevole,

in questi giorni inizia l' esame presso la Commissione Bilancio della Camera della Proposta di Legge 5103 Damiano integrata con quelle degli On. Dozzo (Lega) e Paladini (IDV) che si prefigge il salvataggio di tutti gli esodati non compresi nelle 120.000 unità (65.000 + 55.000) tutelati nei mesi scorsi con provvedimenti governativi .

Si sà che il percorso è reso difficile da ostacoli di vario tipo, tra i quali primeggia il reperimento dei fondi necessari alla copertura finanziaria dell'intera operazione, ma se ciò fosse possibile soltanto in parte, che rendiate almeno giustizia a coloro che maturano il diritto a percepire la pensione nel periodo maggio – agosto 2013, che non sono stati salvaguardati soltanto perché non hanno lasciato il posto di lavoro entro il 31 dicembre 2011.

Costituiamo un gruppo di appena 200 persone (116 postali + 84 IBM), che ribadisco maturano il diritto a percepire la pensione nel periodo maggio – agosto 2013.

Ciò non significa chiedere l'estromissione dei restanti esodati dalla possibilità di essere anch'essi tutelati, ma al momento, se non sussiste per tutti la necessaria copertura finanziaria , trattandosi questi ultimi di ex lavoratori che maturano il diritto a percepire la pensione negli anni 2015, 2016 ed oltre , la soluzione per loro sarebbe costituita dall'impegno formale di tutte le forze politiche che, il nuovo Governo che si formerà nel 2013, provvederà alla necessaria tutela.

Chi Le scrive è uno dei 116 esodati postali.

La nostra situazione è davvero terrificante poiché la maggior parte di noi, è costituita da ex lavoratori con alle spalle 40 anni di contributi previdenziali, che hanno accettato a metà dello scorso anno (periodo maggio – luglio 2011), di uscire dal mondo del lavoro firmando accordi con la propria azienda, accordi ratificati successivamente presso sedi del Ministero del Lavoro e/o dell'Unione Industriale.

Sia la firma degli accordi con Poste Italiane che la successiva ratifica, sono avvenuti in data antecedente il 4 dicembre 2011. Questi accordi prevedevano altresì, la cessazione dell'attività lavorativa il 31 marzo 2012.

Non essendo stato salvaguardato, ho iniziato a pagare, come gli altri, dal mese di luglio scorso, i 31 ratei di contributi volontari di importo mensile pari a € 1.466 per raggiungere i 42 anni e 6 mesi di contributi previsti dalle nuove regole in materia previdenziale. Predetto importo deve essere “recuperato” dallo stipendio che Poste mi ha garantito sino a luglio 2013, pertanto restano appena 500 euro, certamente insufficienti per poter portare avanti una famiglia composta da moglie casalinga e due figli disoccupati .

Dal 1° agosto 2013 , nè io e nè la mia famiglia avremo la possibilità materiale di sopravvivere, tenuto conto che in tale data sarà terminato l'incentivo corrispostomi dalla mia ex Azienda e, conseguentemente, non potrò più far fronte al pagamento dei restanti 18 ratei di contributi volontari.

Altro dato importante, è che Poste Italiane è ancora un'Azienda a maggioranza azionaria pubblica e che, per tale motivo, non è consentito tutelare i propri dipendenti mediante il ricorso agli ammortizzatori sociali. Inoltre il fondo di solidarietà, una volta attivo, ora non lo è più.

Onorevole, per favore ci aiuti a risolvere definitivamente la nostra drammatica situazione, il riconoscimento di un diritto non può essere accordato con modalità discriminatorie, favorendo una parte a discapito dell'altra, seppure in presenza di situazioni sostanzialmente identiche.

L'articolo della PdL 5103 che interessa il gruppo dei 200 esodati postali ed IBM è il seguente:

Art . 2

(Modifiche all'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14).

1. All'articolo 6, comma 2-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) le parole: «il cui rapporto di lavoro si sia risolto entro il 31 dicembre 2011 , in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati » sono sostituite dalle seguenti: «il cui rapporto di lavoro si risolva unilateralmente o in conseguenza di fallimento dell'impresa o in ragione di accordi individuali sottoscritti entro il 31 dicembre 2011 o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati, anch’essi entro il 31 dicembre 2011»

Grazie dell'attenzione riservatami

Marco Guzzon

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