Roma, 4 ottobre 2012. Uno degli obiettivi dell’on. Razzi, cioè l’eliminazione della tassa annuale per il passaporto a carico dei cittadini italiani residenti in Paesi non comunitari – n. 3-02510, ha ricevuto, dal ministro competente interrogato, una risposta confortevole e oggettivamente soddisfacente. « E’ emersa la proposta di una eliminazione dell'attuale tassa di concessione governativa che potrebbe essere sostituita da un contributo una tantum al momento del rilascio del documento.» Così sinteticamente ha risposto il ministro Dino Piero Giarda al question time postogli dall’on. Razzi. Quest’ultimo ha sottolineato nella sua replica che il passaporto, per un connazionale residente all’estero, rappresenta una connotazione psicologica assai rilevante che tiene legati ad un principio di identità nazionale chi è costretto a vivere lontano dalla patria. «Il passaporto, per gli italiani all’estero, rappresenta quello che la coperta di Linus rappresentava per il personaggio di Charles M. Schulz.» questa la metafora cui ha fatto ricorso Razzi per spiegare l’importanza del passaporto per i connazionali fuori confine.

RAZZI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

    l'articolo 21 del decreto legislativo 3 febbraio 2011, n.   71 (che riprende l'articolo 20 dell'abrogato decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.   200), recante disposizioni sulle funzioni e sui poteri consolari, autorizza l'autorità consolare al rilascio e al rinnovo del passaporto ai connazionali residenti all'estero;

    l'articolo 18 della legge 21 novembre 1967, n.   1185, prevede la tassa annuale di concessione governativa per il passaporto ordinario per l'espatrio;

    l'articolo 66 del citato decreto legislativo (che riprende l'articolo 58 dell'abrogato decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.   200) elenca una serie di atti che i consolati italiani all'estero hanno l'onere di rilasciare, gratuitamente, ad alcune categorie di soggetti, elencati in maniera tassativa:

     a) cittadini indigenti;

     b) indigenti non cittadini, se gli atti stessi sono necessari per procedure richieste da autorità italiane;

     c) cittadini residenti all'estero, o non cittadini, per accertati motivi di studio, di previdenza ed assistenza sociale;

     d) personale civile e militare dello Stato in servizio all'estero, nonché i loro familiari a carico;

     e) eminenti personalità estere e, eccezionalmente, nazionali, a titolo di cortesia;

    i connazionali residenti all'estero che non rientrano nella casistica elencata non godono di esenzione e sono, pertanto, obbligati a pagare, all'atto del rilascio o del rinnovo del loro passaporto, la tassa governativa;

    l'entrata in vigore dell'articolo 55, comma 6, della legge 21 novembre 2000, n.   342, ha agevolato i cittadini italiani, indifferentemente dal loro luogo di residenza, prevedendo che per l'espatrio verso i Paesi dell'Unione europea non sia più necessario pagare la tassa annuale di concessione governativa;

    la questione rimane irrisolta per i connazionali residenti in uno Stato non comunitario (come, ad esempio, la Svizzera e non solo) che sono costretti, spesso, a fare centinaia di chilometri per poter pagare la prevista tassa annuale per il passaporto;

    tale norma crea un'oggettiva differenza di trattamento tra i nostri connazionali residenti all'estero, magari in Paesi vicini tra di loro, appare del tutto anacronistica e sicuramente non determina entrate tali da non potere essere rivista e corretta –:

    se non si ritenga necessario ed urgente, al fine di evitare inopportune discriminazioni nei confronti dei nostri connazionali residenti all'estero, adottare iniziative volte ad eliminare questo ulteriore «balzello» gravante sulla numerosa comunità di italiani residenti in Paesi non comunitari, prevedendo come unico requisito, per fruire dell'esenzione, quello della residenza all'estero e della regolare iscrizione all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero. (3-02510)

(2 ottobre 2012)

(Iniziative volte ad eliminare la tassa annuale per il passaporto a carico dei cittadini italiani residenti in Paesi non comunitari – n. 3-02510)

PRESIDENTE. L'onorevole Razzi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02510, concernente iniziative volte ad eliminare la tassa annuale per il passaporto a carico dei cittadini italiani residenti in Paesi non comunitari (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

ANTONIO RAZZI. Signor Presidente, signor Ministro, l'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200, recante disposizioni sulle funzioni e sui poteri consolari, autorizza l'autorità consolare al rilascio e al rinnovo del passaporto ai connazionali residenti all'estero.

Tenga presente, signor Ministro, che si tratta di una necessità, più che economica, di carattere psicologico che tiene i nostri connazionali ancorati ad una identità cui sono particolarmente legati. Vorrei sapere se non si ritenga necessario ed urgente, al fine di evitare inopportune discriminazioni nei confronti dei nostri connazionali residenti all'estero, eliminare l'ulteriore «balzello» in oggetto gravante sulla numerosa comunità di italiani residenti in Paesi non comunitari, prevedendo come unico requisito, per fruire dell'esenzione, quello della residenza all'estero e della regolare iscrizione all'AIRE.

PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Dino Piero Giarda, ha facoltà di rispondere.

DINO PIERO GIARDA, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'onorevole interrogante chiede al Governo in termini sostanziali di valutare la possibilità di eliminare la tassa di concessione governativa sul passaporto per i cittadini italiani residenti all'estero ed iscritti all'AIRE. In proposito, devo rappresentare che sono in Pag. 61corso in seno al Governo tra i vari Dicasteri interessati (esteri, interno, economia e finanze, giustizia e difesa) confronti tecnici per un riordino dell'attuale normativa in materia di passaporti.

In tale sede tecnica è emersa la proposta di una eliminazione dell'attuale tassa di concessione governativa che potrebbe essere sostituita da un contributo una tantum al momento del rilascio del documento. Gli uffici interessati si stanno confrontando su questo punto, anche perché la mera soppressione del prelievo cui fa riferimento l'onorevole interrogante comporterebbe una perdita di gettito di circa 50 milioni di euro su base annua. Sarà dunque possibile riferire più dettagliatamente sulla questione non appena conclusi i lavori di approfondimento tecnico che sono in corso.

PRESIDENTE. L'onorevole Razzi ha facoltà di replicare.

ANTONIO RAZZI. Signor Presidente, signor Ministro, sono soddisfatto della sua risposta. Premesso che è giacente un mio progetto di legge n. 2472 in merito alla modifica dell'articolo 58 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967 n. 200 concernente l'esenzione dalla tassa annuale sulla concessione governativa relativa al passaporto in favore di cittadini residenti all'estero, tengo a sottolineare che il passaporto, per un residente italiano all'estero, rappresenta un cordone ombelicale che lega l'anima dei connazionali alla loro terra.

Signor Ministro, il passaporto è un po' come quella coperta che rappresentava per Linus, famoso personaggio di Charlie Brown; il paradosso sta nel fatto che essi sarebbero contenti di pagare il balzello, addirittura incluso negli oneri iniziali di richiesta, per non sentirsi mortificati di passare attraverso il gioco del rinnovo coatto annuale che li costringe a lunghi viaggi per raggiungere sedi consolari lontane quando non esistenti. Sta alla sensibilità e al discernimento delle istituzioni italiane valutare e tenere in considerazione questi aspetti che non investono unicamente la loro economia.

On. Antonio Razzi
Via Uffici del vicario, 21
00186 Roma
Tel. +39-06/67608166 Fax +39-06/67608750
E-mail: razzi_a@camera.it
Sito:

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui