Ci siamo conosciute con Carola Saltamerenda su Facebook e poi per telefono, aveva scritto di sè stessa: “sono nata a Genova e quivi son ritornata dopo tante peripezie in giro per il globo terracqueo. E’ proprio il caso di “gridarlo” (sommessamente dentro di me, eppure a gran voce): Vissi d’arte (fotografica) e d’amor(?)…”
So che non c’è più dal 3 ottobre, grazie a un messaggio letto pochi minuti fa, del suo amico Paolo Gastaldo, di cui porto avanti un articolo da lui redatto, su Carola. Scrivo di getto perchè qualcosa rimanga a testimonianza della sua generosità.

Non so quanti anni avesse ma so che era nata il 30 aprile. La sentiva spesso Roberto Aldo Mangiaterra per telefono, nostro amico carissimo comune, non aveva una sua famiglia vicino, per quello che ne sapevo e mi aveva detto, che l’ avesse aiutata e non solo economicamente. Tranne gli amici era una donna sola, Carola Saltamerenda, fotografa genovese. Aveva un sito http://digilander.libero.it/carolasaltam/Sito di carola_saltamerenda.htm che lascio in chiaro, perchè possiate vedere le sue fotografie, ci teneva tanto alla sua passione di una vita…

Aveva ripetutamente problemi con il computer, che era obsoleto e lei non ci capiva niente. Passava sempre dalla mia pagina per salutarmi, per dire che le piaceva una certa musica, per un saluto affettuoso come era lei, sempre. Il 30 settembre appena trascorso, riferendosi a James Dean aveva scritto Carola Saltamerenda STUPENDO ATTORE … MORTO TROPPO PRESTO .. BACIONI.
Aggiunse dopo poco una foto e queste parole :BUONA DOMENICA AMICI E FORZA TUTTA A TUTTI NOI . F . AUTUNNO …Quella domenica ha salutato ripetutamente e messo le sue foto autunnali, alle 20 passate ha scritto un’ ultima frase ESCO … BACI A TUTTI ED ABBASSO GLI INFAMI E LE GUERRE. Tre giorni dopo non c’ era più, sembra morta dentro ad un’ ambulanza, stava male…

Ciao Carola, mi manchi tanto e “NON MI PIACE” per niente che tu non ci sia più, che tu sia ad occhi chiusi…Grazie per tutto quello che ci hai passato, compresa questa frase a corredo di un tuo autoscatto, come tutte le altre foto dove sei solo tu, che ho messo: “viaggiando, cantando, sognando (ad occhi quasi aperti)”.

Doriana Goracci e la Redazione di Reset Italia abbraccia tutti i suoi Amici

Carola Saltamerenda © Some best pictures

La biografia trovata sul suo sito: “L’obiettivo della genovese Carola Saltamerenda – professionista dal 1977 – è uno di quelli che hanno inquadrato di tutto. Il suo curriculum di fotografa spazia in ogni settore della comunicazione fotografica, da pubblicità a giornalismo, scenografia…. Nasce a Genova, dove termina gli studi classici e linguistici. Lasciata la città natale per 13 anni lavora a Londra e Parigi. Dal 72 all’84 è a Roma come fotografa di scena di cinema e teatro e come collaboratrice dell’Espresso e di Panorama. Inoltre opera nei campi di pubblicità e reportage. Fotografa dall’occhio istintivo, le sue diapositive le ha più spesso esibite in proiezioni anzichè trasferirle su carta nelle mostre a lei proposte. Queste sue proiezioni toccavano tutti i temi a lei più cari – il grande schermo coi suoi ‘dietro le quinte’, la vita notturna e le notti di tante città, la Thailandia, dove in due viaggi di ricerca ha percorso con ogni mezzo possibile circa 60.000 KM dalle isole del sud al triangolo d’oro, i paesaggi marini e quelli metropolitani, in questi ultimi ritraendo il dolore dei mattoni, con una sezione in cui rende ferite degli edifici come tracce di sofferenze segrete, e quest’ultima ricerca la applicò alla sua città natale dove tornò nell’85. Disponeva già di un importante archivio in fatto di cinema, reportages di viaggio di città vissute come Parigi (dove lavorò anche nel cinema) e New York. Tornata a Genova, in una dimensione più locale, lavorò in studi di arredamento e per Primo canale, pur continuando a collaborare all’Espresso – per il quale fotografò personaggi d’attualità, Renzo Piano, Bruno Celant … . Scoprì le 5 terre ed in particolare il Guvano e ne realizzò un’interessante serie di diapositive che fu vista in varie occasioni d’incontro nelle sere estive della città, al Sibaria, al Gong, in piazza a Corniglia per lo più luoghi di evasione musicale, senza commento. Trasferitasi a Milano nel ’91, qui rientrò nel “giro” della fotografia; lavorò con agenzie pubblicitarie – realizzò fotografie di scena per la polli sottoaceti, la Ace, …, collaborò con la Granata press service, realizzò una proiezione di dia alla discoteca KIller Plastic sulla Thailandia. Le foto che appaiono nelle successive pagine e nelle liste-archivio presenti in questo sito non sono che una parte minima del mare di immagini del suo archivio, che sta recentemente catalogando e registrando su CD, adeguandosi al computer ma sempre mantenendo una viva voglia di ripartire e soprattutto fotografare.Le foto scelte in questa breve e riassuntiva rassegna fanno parte delle varie proiezioni di diapositive da lei realizzate: i temi sono il grande schermo – i personaggi noti ma anche quelli ignoti del cinema in posa o sorpresi sul set.

Un’altra importante serie di fotografie è poi relativa all’amata Thailandia, per la quale si riserva un capitolo a parte(vedi: I e II).”

Carola Saltamerenda tra Roma e Genova fotografa dall’ “occhio istintivo”…
Carola Saltamerenda è in primo luogo un’amica che ricordo con simpatia, lasciò Genova molto presto già all’inizio degli anni 70 per trasferirsi a Roma ove visse fino all’inizio degli anni 80 quando rientrando nella città natale, ci fu modo di conoscerci. Cresciuta in una famiglia nota e stimata nella città di levante e un po’ Albarina, con attività imprenditoriali nel settore farmaceutico e nel possesso di importanti sale cinematografiche della città, dotata di spirito anticonformista tipico di quegli anni, attratta dal pensiero femminista, se ne andò nella capitale in cerca di esperienze.
A Roma si inserì quasi subito nell’ambiente che a lei fu familiare Cinecittà, divenne fotografa di scena ed ebbe modo di frequentare e conoscere attori, registi, sceneggiatori che incontrava sul set di tanti film in cui era richiesta la sua documentazione. Ma difficoltà, e forse una crisi esistenziale nell’83 la indussero a rientrare. Genova città tradizionalmente chiusa, tirchia e ostile, non seppe offrirgli un adeguato inserimento che la sua interessante esperienza avrebbe senz’altro meritato. Disponeva già di un importante archivio sul cinema di foto da lei scattate sui set che meritava attenzione e anche bellissimi resoconti di viaggio di città visitate e vissute come Parigi e New York. Tuttavia il periodo di Genova non fu del tutto sterile oltre a pubblicare diverse foto sull’Espresso collaborò con lo scenografo Sandro dell’Orco alla preparazione della campagna pubblicitaria della Polli nota ditta di sottaceti che trasmise in quegli anni molti spot sulla RAI. Dall’86 collaborò anche saltuariamente e “avventurosamente” con il mio studio di arredamento e architettura d’interni. Si frequentò poi insieme a molti altri, tra cui Claudio Martinengo, quello straordinario punto d’incontro che fu il Guvano di Corniglia. Carola fotografò incessantemente i personaggi di quella spiaggia, e ne realizzò un’interessante serie di diapositive, che fu vista in varie occasioni d’incontro nelle sere estive della città. Ci fu anche un viaggio in Thailandia e uno straordinario reportages di immagini che costituisce uno spaccato di quel paese dagli interni dei locali erotici e malfamati di Pattaja e Bangok fino alle immagini di popolazioni lontane; da quel mondo di plastica per turisti occidentali viziosi e annoiati alle popolazioni che vivono all’interno verso la Birmania, nell’ambito ancora delle loro tradizioni. Qui di seguito riporto solo alcune delle foto di questa fotografa, che definisco dall’occhio istintivo perché più che le doti del professionista organizzato tecnicamente come ad esempio l’altro amico fotografo di cui parlo in questo sito Giorgio Tagliafico, la Saltamerenda ha la carica dell’istintività fotografica estemporanea del fotoreporter.
Le immagini che inseririamo vogliono dare qualche idea su questa autrice; sono alcuni ritratti di attori, cantanti e cabarettisti molto famosi, ed alcune foto di scena.
Paolo Gastaldo

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