“Dateci penne oppure i terroristi metteranno in mano alla mia generazione le armi”. La frase è di Malala Yousufzai, anni 14 e la riporta Claudio Sala nella sua foto disegno dedicata alla giovanissima studentessa per Malala School.

“La 14enne attivista civile pachistana Malala Yousafzai, ferita dai talebani, è stata mandata nel Regno Unito per curarsi. Le condizione della giovane migliorano. I medici le hanno tolto la ventilazione automatica e la ragazza già respira autonomamente. Martedì scorso Malala ha subito un’agguato: alcuni talebani le hanno sparato mentre tornava a casa dopo la scuola. Un proiettile ha colpito la ragazza alla testa. Da quando aveva 11 anni Malala gestisce un blog su internet in cui critica i talebani e sostiene il diritto all’istruzione delle ragazze.”

C’è da inorridire, come per i tre bambini uccisi ieri in Afghanistan, grazie ai raid dell’ Isaf.

“In Afghanistan la missione è cominciata il 7 ottobre 2001 è ancora in corso. Enduring Freedom dovrebbe finire nel 2014, un secolo dopo l’inizio della prima Guerra Mondiale. Fino a oggi si è presa la vita di 3.196 soldati: 2130 americani, 433 britannici, e 158 canadesi. 8000 soldati uccisi per le 2977 vittime dell’’11 settembre: ne valeva la pena? ... Per ogni singola morte in Afghanistan o Iraq, 25 soldati commettono suicidio. Solo nei primi sei mesi del 2012 ci sono stati 187 suicidi nell’Esercito di terra, 55 nell’Air Force, 32 fra i Marine Corps, 39 fra i militari della Marina, e 5 nella Guardia Costiera… Il numero ufficiale delle vittime in Iraq è stato fissato in 100.000 dal 2004 e non più rivisto. Ma nel 2007il britannico Opinion Research Business calcolava che nella guerra sono morti fino a 1.5 milioni di Iracheni. Il che conferma una precedente indagine di Lancet che ha calcolato da 655.000 e 1 milione i morti in Iraq in soli 3 anni, dal 2003 al 2006. Non ci sono cifre per le vittime in Afghanistan, ma Human Right Watch ha contato 1000 civili morti nel 2006 e l’Onu ne stima 12.000 fino al 2007. Non ci sono statistiche per i primi cinque anni di guerra. Ne valeva la pena? … Tenuto conto che il programma Droni è “riservato” i numeri sono certamente basso. Sappiamo però che in Yemen i droni hanno ucciso 1026 fra uomini, donne e bambini dal 2002; che dal 2007 sono morti colpiti dagli aerei senza pilota 170 Somali; e che in Pakistan – come è stato riferito – i medesimi droni hanno ucciso 3.341 civili (di cui almeno 176 bambini) e ferito un minimo di 1.366 persone. Il rapporto fra uccisi e feriti conferma la precisione chirurgica di questi mezzi…”

Era il 16 settembre scorso e annotavo: “Un portavoce dell’Isaf, poi, ha riferito di essere venuto a conoscenza “di aver causato la morte di 5-8 civili afgani” durante un bombardamento contro un obiettivo di insorti.L’attacco si è svolto prima dell’alba e le vittime sono sia donne adulte che ragazzine. Al momento dell’attacco da parte degli aerei erano fuori di casa per raccogliere legna da ardere. Fonti sanitarie riferiscono inoltre che sette donne sono rimaste ferite e si trovano ora in ospedale, precisando che tra loro ci sono anche bambine di 10 anni. Il portavoce del governo provinciale di Laghman, Sarhadi Zewak, ha spiegato che gli abitanti del villaggio colpito hanno portato i corpi delle vittime stamattina nell’ufficio del governatore…”

Era il 13 aprile 2010 e scrivevo Lavoratori della guerra:
La Nato ha ammesso di aver sparato su un autobus a Kandahar, in Afghanistan, uccidendo quattro civili e ferendone almeno 18, e ha espresso “profondo rincrescimento”.Il portavoce del governatore di Kandahar, ha detto che le truppe della Nato hanno sparato contro l’autobus che era in viaggio sulla statale fra Kandahar e Herat.”Quattro civili sono stati uccisi”, fra i morti vi sono una donna e un bambino. I feriti, dice la nota, sono 18, 14 dei quali trasportati in ospedali dell’Isaf, la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza della Nato.
Secondo il governo di Kandahar, i militari hanno aperto il fuoco quando l’autobus si è accostato ad un convoglio di mezzi militari Nato. Da parte sua l’Isaf comunica, per voce di un portavoce: “Noi siamo al corrente di un incidente che ha provocato delle vittime civili stamattina in provincia di Kandahar”. Il portavoce non ha fornito altri dettagli.
A Miran Shah, un Drone Usa, come dire nessuno di reale, ha lanciato due missili su una zona tribale nel nordovest del Pakistan. Ci sarebbero tre morti. Lo hanno annunciato responsabili della sicurezza pachistana. Tre volontari di Emergency sono stati accusati di avere partecipato ad un complotto per assassinare il governatore dell’Helmand, Gulab Mangal. Nell’ospedale, ha detto un portavoce del governatore, sono state trovate pistole, granate e due cinture esplosive. Accuse che Emergency ha definito “grottesche”. Emergency è presente in Afghanistan dal 1999 con tre centri chirurgici, un centro di maternità, una rete di 28 centri sanitari. A Lashkar-gah gestisce dal 2004 con un centro chirurgico per vittime di guerra, che in questi anni ha curato oltre 66mila persone. L’organizzazione si era ritirata provvisoriamente dal paese nel 2007 in segno di protesta per l’arresto di uno dei suoi dipendenti che aveva fatto da mediatore con i talebani, per ottenere da loro la liberazione di un giornalista italiano tenuto in ostaggio.
A casa nostra sono tutti Fatti marginali, per fortuna, nessuno spara sul mucchio, sull’Ostacolo, nessuno nasconde armi, non ci sono droni ed eserciti che comandano. Siamo tutti lavoratori seri, noi esportiamo: “L’industria militare italiana fa il botto. Ammontano infatti a 4,9 miliardi di euro le autorizzazioni all’esportazione di armamenti rilasciate dal Governo nel 2009 alle aziende del settore con un incremento di ordinativi internazionali (il 61%) sconosciuto ad altri settori dell’industria nazionale. Ed hanno superato quota 2,2 miliardi di euro le effettive consegne di materiali militari. Un duplice record che annovera il BelPaese tra i big player in quello che il “Rapporto della Presidenza del Consiglio sull’esportazione di materiali militari” pubblicato definisce il “mercato globale” degli armamenti“. Qualcuno ricorda le armi trovate alla Diaz?

Doriana Goracci

*Malala Yousafzai (Mingora, 12 Luglio 1997) è una studentessa ed attivista pakistana, nota per essere attiva nella lotta per i diritti civili e in particolare, per i diritti allo studio anche per le bambine (bandito dai talebani nel suo Paese). All’età di 13 anni è diventata celebre per il blog, scritto per la BBC dove documentava il regime dei Talebani Pakistani e la loro occupazione militare nello Swat District. Inoltre, è stata nominata per l’International Children’s Peace Prize, premio assegnato da KidsRights Foundation per la lotta ai diritti dei giovani ragazzi.Il 9 ottobre 2012 è stata colpita da un colpo alla testa e alla spalla da alcuni talebani dentro il pullman scolastico.Ricoverata nell’ospedale militare di Peshawar, si è salvata dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani pakistani, ha rivendicato la responsabilità per l’attentato, dicendo che la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell’oscenità”, aggiungendo che se fosse sopravvissuta, sarebbe stata nuovamente attaccata

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