video e foto

Stamattina, 5 novembre 2012, accade…”Non siamo choosy“: lo affermano gli studenti di Bari che intendono protestare contro la privatizzazione della scuola e hanno organizzato per questa mattina in 14 istituti del capoluogo pugliese e provincia assemblee autoconvocate mentre nel pomeriggio terranno un flash mob, ‘armati di carote’, in piazza San Ferdinando. “La grande partecipazione – è detto in una nota dell’Unione studenti della Puglia – è il sintomo di un disagio percepito da ogni studente”.
Continuo a riportare. Nella pagina Facebook di Claudia Pepe, c’è una foto e una dedica che mi ha colpita: Le persone sono sempre persone, non tasti di pianoforte. Nessuno può schiacciarci per suonare la musica che piace a loro Dostoevskij. Ne avevo già scritto: Mi presento Claudia Pepe, un cognome di cui vado fiera. di professione insegnante. Precaria.
Lavoro precario, una volta si pensava alla performance di Ascanio Celestini sui lavoratori del call center. Precari lo sono diventati tutti i lavori, anche l’ insegnamento non si sottrae a questo destino.Era ottobre del 2009 e conobbi Barbara Evola, un’ insegnante precaria.Scrissi Entrata e Uscita di Scuola con Resistenza e Amore
Ogni tanto Claudia Pepe mi manda un messaggio, non sono la sola a riceverlo e lo fa con grande discrezione.Ripenso al Ballo del precario.
“Chi dice che la politica è lontana dalla gente non conosce Francesco Profumo, l’esemplare ministro del governo tecnico che sa sapientemente cogliere gli umori che serpeggiano fra il popolo. E da fine annusatore ha capito che no! non è l’aumento dell’IVA, non è la corruzione, non sono i licenziamenti dalle grandi industrie che spandono veleni , non le feste carnevalesche pagate con i soldi dei cittadini, lo scioglimento per mafia dei Comuni, le vacanze celesti, le lacrime strazianti di chi abolisce gli articoli della Costituzione, il fiato sul collo di Equitalia, delle Banche, l’urlo arrabbiato dei carcerati appesi alle celle o lo zoppicare sempre più affannato di chi si trascina nella vita con 500 euro di pensione al mese con l’affitto da pagare, i farmaci, la badante…. . Tutte banalità, perchè Profumo ha invece capito a cosa è dovuto il vero malcontento del popolo italiano: sono i maestrini, i professorini, i presidini, i bidellini che stanno dissanguando l’Italia! E ha ragione ! Lo sappiamo tutti, l’abbiamo sempre pensato che gli insegnanti sono dei parassiti: non fanno niente, lavorano solo 18 ore alla settimana , hanno due mesi di vacanza e fanno il lavoro più bello del mondo, sempre a contatto con i giovani – quindi allegria assicurata – in strutture gioiose e sicure (a parte qualche pilastro che cede, qualche locale che si allaga, banchi e cattedre pieni di buchi che non si reggono in piedi, scuole senza palestre, adattate in appartamenti affittati perchè le sedi vere sono dichiarate inagibili ma sono dettagli) e si lamentano!…”


Claudia insegna, a fasi alterne. Claudia è una madre. Scrive ai suoi figli una lettera. L’ ha inviata anche a me perchè possa farla leggere a più persone. Cosa otterrà? Dipende anche da noi. Dopo la sua lettera, allego un recentissimo video di un’ altra precaria, che ho scelto io e non conoscevo: “Intervento di Laura Cozza, Insegnante Precaria al Convegno Interregionale Politiche Scolastiche in Tempo di Crisi tenutosi a Paternopoli (AV)“.

Riporto anche un altro brandello di messaggio, che mi ha inviato Claudia Pepe: “… Insegnanti che oggi insieme ai loro allievi più consapevoli si battono per la scuola e fanno le manifestazioni cantando. E sono i canti dei ragazzi affianco dei loro maestri entrati distrattamente nel cuore e rimasti appigliati alla loro memoria affettiva forse perché sono stati adulti “presenti” nelle loro vite. Quei canti che fanno di uno sciopero un giorno di festa e allegria se non arriva nessuno con il bastone ad infangarti l’anima di sangue e violenza .Ma questo il Ministro lo sa e forse proprio per questo ci vuole far sparire . Non c’è più posto per chi fa della propria vita una poesia o una musica da cantare , un disegno da colorare con i tuoi sogni e un problema dove i soldi non vengono rubati da politici senza morale. Lo sa il ministro che noi raccontiamo ancora che la Costituzione è stata fatta a costo di vite umane , di resistenza , di guerre e di morti eroiche. Ma lo abbiamo fatto con umiltà e senza clamori. Lo facciamo ogni giorno. Non rispolveriamo nobili valori in vista delle elezioni o quando si presentano i carabinieri alla nostra porta. E li diffondiamo questi valori. Sarà questo che sembra inutile e fastidioso”

La Rete può dare una mano…Fatevi avanti, irrompete sulla scena, in questo Teatrino dell’ assurdo che è l’ attuale misera realtà italiana.

Doriana Goracci

Oggi, ragazzi, non ci siete.Tutti e due siete ad incontrare la vostra vita, siete presi con un futuro da costruire e un bagaglio in più: una mamma che non smette di lottare. Tante volte mi chiedo se è giusto che mi vediate sempre così : assurdamente giovane e caparbia .Tante volte troppo arrabbiata per essere una madre di due splendidi ragazzi. Non sono qui per chiedervi scusa ma, per spiegarvi perché avete una mamma così diversa , una mamma che qualche volta pensa più alla scuola che a stirare bene le camicie o a rattoppare un buco nei vostri jeans o a infornare torte di mele. Essere precaria non è da tutti , ci vuole forza, ci vuole carattere, ci vuole il cuore gonfio di passione e di memoria. Io non vi ho raccontato molte favole , sarà perché non ci credo :sono così tristi, così staccate dalla nostra vita che è invece piena di momenti potenti che possiamo riempire album di ricordi senza dover attaccare fotografie. Non ho potuto accompagnarvi sempre a scuola o fare i compiti con voi, perché ero in un’altra scuola e sempre diversa.La mia vita non è mai stata tranquilla: il giorno dopo non so se avrei trovato sempre i miei allievi , la mia musica, la mia cattedra le mie impronte sui quei banchi rotti e traballanti ma così cari ,che quando non li ho è come non trovassi una parte della mia vita. Non vi ho potuto accompagnare a tutte le feste dei vostri compagni. No, ma vi ho accompagnato con gioie diverse a capire gli insegnanti, la scuola , la bellezza del ritrovarsi a parlare, a discutere ,a suonare e sognare. Con una mamma precaria non si può dire dove si trascorrerà l’estate , perché la vostra mamma l’estate non è più nulla se non una lavoratrice violata.Violata come le donne :perché la scuola è donna. Grandi intellettuali hanno accomunato la scuola ad una massaia :la provvidenza per i figli , sempre.E così,tutti sono bravi ad accusare la donna senza esserlo:sono presa a botte ,umiliate, ridotte a schiave ma sempre zitte. La denuncia non è mai presa in considerazione, le sue volontà sono sempre subordinate al volere maschile , la sua valenza non sarà mai alla pari con un mondo che le mette in un angolo in attesa di folata di speranza.Essere precarie vuol dire essere violate come le donne sedotte e abbandonate ,con un seno ancora grondante di latte che duole .Silenziosamente e senza arrecare danni, lo dobbiamo levare e buttare nel lavandino come fosse cibo avariato.E come le donne , la scuola è la prima ad essere derubata sempre:perché lo siamo sempre state. Essere precaria vuol dire non sapere mai se potrò aiutarvi nel vostro cammino, se i soldi basteranno , se i soldi arriveranno. Io vi ho sempre accompagnato, e lo sapete, con quell’amore che sa delle nostre vite, delle giornate passate con tanto lavoro e poche carezze chiuse in un pugno di rabbia e di solitudine. E’ proprio vero che la vecchiaia incomincia quando dici che ti senti come un’adolescente . Sapete perché?.Perchè ti rifiuti di pensare che la tua vita data per educare, per amare , per formare ,per aiutare , non possa essere legittimata da parte di chi non sa cosa sia la scuola. Voi lo sapete , perché mi vedete tutte le mattine alzarmi all’alba piena di spartiti , di fotocopie, di dischi , di emozioni da dare .Emozioni che vi faccio vostri quando parlo delle mie giornate , di quello che è successo e di quello che vorrei che rimanesse nei ricordi dei miei studenti. Essere precari, vuol dire essere un numero in una graduatoria che cambia quando cambiano le persone, i loro interessi e i loro affari. Il precario è solo una pedina che possono spostare nella scacchiera quando cambia il vento, e che si deve aggrappare alla riva per non annegare. Ma questo a chi dispone delle nostre vite non interessa. Loro non pensano che qualche volta , tornando la sera , ti piacerebbe entrare , sederti a tavola , ed essere una persona che ritrova il profumo della sua casa e l’allegria del suo disordine. Loro non pensano e non conoscono il profumo delle cose semplici e antiche,come quelle che i nostri padri costituenti hanno legiferato, perseguito e reso leggi. Figli miei, sappiate che le loro leggi cambiano come cambia il vostro aspetto: ieri eravate bimbi, oggi giovani uomini di cui il futuro non è certo. Tutti i giovani hanno avuto una grande problematica nella loro vita. Se penso ai miei genitori, penso alla guerra ma poi, subito alla resistenza e ai partigiani. Se penso a me penso alla guerra ma non ad una pace. Se penso a voi , non penso. So che avete le basi per essere migliori perché sapete cos’è il peggio. Essere precaria,ragazzi miei, vuol dire essere madre di molti figli illegittimi: perchè non esiste più il saper amare e non esistono più responsabilità a cui non puoi sottrarti. Siamo trattati come in certi canili : aspettando per poter mangiare , aspettando che arrivi il nostro turno , aspettando che si accorgano di noi. Ma non è mai il nostro momento. E allora ,dobbiamo abbaiare più forte per farci sentire, dobbiamo arrampicarci, dobbiamo darci fuoco per dire che ci siamo e qualche volta,prendiamo anche bastonate , ci danno dei viziati e decidono che siamo da buttare. Qualche volta un maestro viene ricoverato in un ospedale psichiatrico e viene trovato morto, qualche volta un’insegnante finisce le sue serate con la sua bottiglia nascosta e qualche volta una precaria butta tutto dalla finestra , regalando alla notte la sua fantasia e il suo dolore. Miei adorati figli , oggi non ci siete e nella vostra mancanza ,rispecchio il mio dolore e il mio rimpianto. Ma forse, essere precari oggi, è diventato un dovere:perché non c’è nulla di così noioso che rimanere fissa nel cuore di qualcuno. Io in questo non sono precaria, questo non sono riusciti a togliermelo.Il mio amore per voi e nel vostro esistere, è la mia forza .Mi accompagna ogni giorno nel difficile ma esaltante amore per la vita :con la scuola e i miei studenti .

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