Non dovrei stupirmi, non sono mica nata ieri. Eppure mi gira la testa solo a leggere i titoli , figurarsi chi ci vive e “lavorava” a Taranto:Chiude Ilva Taranto, sciopero e tensione. Occupati gli uffici, Clini: ‘Decreto giovedì’ Badge disattivati, Confindustria di Genova: ‘Per motivi di sicurezza’. Alle 7 iniziato lo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm. Genova: operai bloccano uscita autostrada. Sette gli arresti ”eccellenti” e un indagato, il presidente Bruno Ferrante. E non abito a Taranto e non ho nessuno della famiglia che fa l’ operaio all’ Ilva ma solo svariate morti per cancro, tra i miei cari…Eppure mi prende un senso non solo di stordimento ma di nausea fortissima: “A quattro mesi esatti dal sequestro degli impianti della più grande acciaieria europea, esplode la bomba Ilva: l’azienda, dopo l’ennesimo provvedimento giudiziario nei confronti dei vecchi e nuovi vertici e il sequestro di tutti i prodotti “finiti e semilavorati”, annuncia la chiusura “immediata e ineluttabile” dello stabilimento. Con la conseguenza che 5mila operai rimarranno a casa: il badge per accedere in azienda è già stato disabilitato. Per giovedì il governo ha convocato a Roma le parti sociali e le istituzioni locali.”

A Taranto non c’é “un pericolo per la salute pubblica”: lo ribadisce Ilva rendendo noto che “mette a disposizione sul proprio sito le consulenze, redatte dai maggiori esponenti della comunità scientifica nazionale e internazionale, le quali attestano la piena conformità delle emissioni dello stabilimento di Taranto ai limiti e alle prescrizioni di legge, ai regolamenti e alle autorizzazioni ministeriali, nonché l’assenza di un pericolo per la salute pubblica”. Ilva “ribadisce con forza l’assoluta inconsistenza di qualsiasi eccesso di mortalità ascrivibile alla propria attività industriale, così come le consulenze epidemiologiche sopraccitate inequivocabilmente attestano”.

I destinatari delle ordinanze sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, disastro ambientale e concussione.
Gli arresti vengono eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla base di due ordinanze di custodia cautelare firmate dai Gip Patrizia Todisco e Vilma Gilli. I provvedimenti sono legati anche ad una inchiesta, parallela a quella per disastro ambientale che il 26 luglio scorso ha portato al sequestro degli impianti dell’area a caldo del Siderurgico. Questa inchiesta parallela è stata denominata ‘Environment Sold Out’ (Ambiente svenduto).”
Sono solo parole? I Fatti sono davanti ai nostri occhi: Macerie. Si respira la morte.

E canto la rabbia che mi fa… Sono dalla parte degli operai, delle famiglie, di chi si batte per avere lavoro e dignità: sarà come sempre la parte sbagliata

Doriana Goracci

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