Pare che un incubo abbia rovinato la pace di questo Natale al povero Cavaliere: Tonino ministro alla Cultura.

Adesso che aveva sistemato RubyRubacuori in un bel cinepanettone “Natale ai Caraibi”; ora che aveva liquidato l’affair Olgettine sventando il rapimento del Ragioniere Fantozzi; ora che aveva pure riabilitato la figura un po’ patetica del vecchio satrapo con una fidanzata di alto profilo culturale (indimenticabile l’ interpretazione neomelodica del Calippo dance di Francesca Pascale); proprio ora che “la salita” in politica del tetro Professore garantiva una spalla ideale alle sue gag, gli deve essere venuto in mente che qualcuno avrebbe potuto rovinare tutto.

Qualcuno che riportasse Ruby in tribunale e con lei l'oltraggio alla decenza, qualcuno che mandasse a lavorare ballerine e ragionieri, qualcuno che garantisse la qualità dell'informazione.

Di Pietro il questurino, Berlusconi il pianista da crociera. Una laurea conquistata con coraggio e canzonette per i due leader: poi il tribunale per uno, la televisore per l'altro.

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