Le ACLI (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani) della Svizzera, nella riunione dei dirigenti di domenica 20 gennaio hanno preso atto della situazione politica italiana in vista delle elezioni del 24 e 25 febbraio p.v. e dibattuto sulle scelte dei candidati nella Circoscrizione Europa.

L’Associazione richiama con forza gli elettori, nel rispetto della libertà di coscienza dei singoli cittadini italiani chiamati al voto e di fronte al pericolo di un assenteismo dettato dal populismo, ad esprimere il loro voto come diritto e dovere di cittadini che riconoscono tra gli strumenti democratici i partiti, invitandoli soprattutto a scegliere quelli che presentano nei loro programmi la volontà forte e credibile di impegno per il bene comune e del buon governo all’insegna dell’onestà, della trasparenza, del rispetto della Costituzione.

Su questa linea di valori le ACLI apprezzano l’orientamento espresso dalla Federazione delle Colonie Libere in Svizzera (FCLIS), con cui sono state condivise battaglie storiche a difesa e a tutela dei cittadini italiani in Svizzera. Le due organizzazioni, le più qualificate rappresentanti dell’associazionismo italiano in Svizzera, tra i vari candidati intendono sostenere coloro che, -formatisi nell’ambito dell’associazionismo e quindi più vicini alle problematiche dei cittadini – nel precedente mandato hanno esplicato con coscienza ed impegno il loro compito nel Parlamento, agendo nell’interesse dei cittadini italiani residenti all’estero con la loro presenza attiva, con la loro partecipazione assidua ai lavoro parlamentari, con le loro proposte da attuare, sempre nell’interesse della Comunità.

Le ACLI, alla luce di queste considerazioni, ribadiscono il loro pieno sostegno ai candidati Franco Narducci per la Cameradei Deputati e Claudio Micheloni per il Senato, candidati che hanno dimostrato “sul campo” la volontà di servizio come primo compito in cui deve impegnarsi la politica. Invitano pertanto i cittadini italiani della Svizzera e della Circoscrizione Europa a votarli, confermando così il consenso nel loro trascorso mandato e la fiducia nei loro confronti per quanto continueranno a fare nel Parlamento per il bene comune e al fine di rappresentare con competenza e onestà gli italiani residenti in Europa.

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