Come previsto è tornata l’attenzione dei media, e la risposta puntuale della nostra classe dirigente anziché cogliere l'occasione di dimostrare dignità politica, con risposte lucide e composte a precise responsabilità, è ricorsa all'indignazione per il complotto, alla minaccia di querele … ai soliti folklori.

Un film già visto: ma perchè non rispondere, invece politicamente coraggiosamente e soprattutto onestamente? Io da tempo, risulto un golpisa, anche a fronte della diversa verità documentata; poi vengo promosso a macchina del fango, perchè mi sono permesso di muovere dubbi condivisi circa alcuni innalzamenti particolari delle adesioni al nostro Partito dal giorno del deposito delle candidature (in questo momento della nostra storia il Presidente in persona si chiedeva paradossalmente in una riunione organizzativa “se troveremo 90 persone in tutta Italia a fare da delegato ai seggi”); insomma dinamitardo del Congresso.

Ho trascurato sempre di recensire questi goffi tentativi di isolarmi, solo con la serenità della mia storia,che basta a contraddire di per sè tutto questo, a favore della politica, per ricordare che in questo Congresso si dovrebbero confrontare mozioni politiche piuttosto che slogan di ultràs, anche simpatici, ma adeguati più alla curva di uno stadio che alla critica di un paradigma di partito.

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