Un gran numero di film usciranno nei nostri cinema nelle prossime settimane, appartenenti a generi diversi, statunitensi, per lo più, ma non solo. Molta attesa per “The Counselor – Il procuratore”, il film con Ridley Scott spera di riscattarsi dal deludente “Prometheus”, ancora una volta con Michael Fassbender, in grande ascesa dopo 300, Bastardi senza gloria e X-Men – L'inizio, con sceneggiaturadi Cormac McCarthy, autore dei libri da cui sono stati tratti i film: Non è un paese per vecchi e The Road. Per gli amanti del genere horror, torna “Carrie”, nuova versione cinematografica del l celebre romanzo di Stephen King già trasposto da Brian De Palma nel film del 1976, con la protagonista adolescente tormentata dal fanatismo religioso della madre, che ha molta difficoltà a integrarsi: è timida e spesso subisce le vessazioni delle compagne., ma, in segreto, possiede misteriose capacità telecinetiche, che in un modo o nell'altro determineranno la sua sorte e non solo. Di Jamaes Gray dovrebbe poi arrivare “The Immigrant – C'era una volta a New York”, che racconta di una giovane immigrata polacca che durante la traversata atlantica che le porterà negli Stati Uniti, costretta ad elargire favori sessuali in cambio delle medicine e del cibo per la sorella caduta malata. Una volta sbarcata, alla donna viene intimato di mantenere il silenzio su quanto avvenuto: nonostante questo verrà bollata come donna di scarsa moralità dai documenti dell'immigrazione. Il cast è di tutto rispetto, con Joaquin Phoenix, Marion Cotillard e Jeremy Renner e le casa di produzione ( Worldview Entertainment, Kingsgate Films e Keep Your Head Productions), sperano in un grande successo. A giorni nelle sale “I, Frankenstein” di Stuart Beattie (che ha firmato anche la sceneggiatura), tratto dall'omonima graphic novel di Kevin Grevioux, in cui la creatura del Dr. Frankenstein, interpretata da Aaron Eckart, è sopravvissuta fino ai giorni nostri, ma in un mondo ben diverso da quello che conosciamo: il presente è infatti dilaniato dalla guerra secolare fra demoni e gargoyle, e Frankenstein – che ha preso il nome del suo creatore – si trova nel bel mezzo della battaglia. Altro rifacimento è “RoboCop”, in uscita il 7 febbraio, affidato al brasiliano José Padilha, con la stessa storia del celebre film di Paul Verhoeven del 1987, con il poliziotto Alex Murphy (Joel Kinnaman) che viene ferito a morte, ma un progetto sperimentale lo riporterà in servizio sotto forma di cyborg. Dovrà vedersela con un pericoloso antagonista (Michael Keaton), cercando al contempo di ricostruire i frammenti della sua memoria perduta, che comprendono i ricordi della moglie Ellen (Abbie Cornish). Il 20 febbraio si attende l’ennessimo capolòavoro dei due Coen: “A proposito di Davis”, Uua settimana nella vita di un giovane cantante folk, mentre attraversa la scena musicale del Greenwich Village nel 1961., chitarra al seguito, esposto allo spietato freddo invernale di New York,, che lotta per imporsi come musicista contro una serie di ostacoli apparentemente insormontabili – alcuni dei quali creati da lui stesso. A marzo, il 6, “300 – L'alba di un impero”, di Noam Munro, con sceneggiatura: Zack Snyder e Kurt Johnstad, tratto dall’ultimo romanzo a fumetti di Frank Miller, “Xerxes”, e raccontato nello stesso stile visivo mozzafiato del campione d’incassi “300”, che racconta un nuovo capitolo della saga epica spostando l’azione su un nuovo campo di battaglia – il mare – dove il generale greco Temistocle tenta di unire tutto il suo popolo, alla testa di una carica che cambierà il corso della guerra. Il 26 marzo esce “Captain America: The Winter Soldier”, con il supereroe americano per eccellenza che dopo i catastrofici eventi di New York accaduti in “The Avengers”, vede Steve Rogers, alias Captain America, vivere tranquillamente la sua vita a Washington D.C., nel tentativo di adattarsi al mondo moderno. Ma quando un collega dello S.H.I.E.L.D. viene attaccato, Steve viene coinvolto in una rete di intrighi che minacciano di mettere a rischio le sorti del mondo. Unendo le forze con Vedova Nera, Captain America lotta per smascherare una cospirazione in continua espansione respingendo killer professionisti inviati continuamente per chiudergli la bocca per sempre. Quando il reale obiettivo del perfido complotto viene rivelato, Captain America e Vedova Nera reclutano un nuovo alleato, il Falcon. Ma presto si troveranno ad affrontare un formidabile nemico inaspettato: il Winter Soldier. Attesissimo il 10 aprile, “Noah”, scritto, prodotto e diretto da Darren Aronofsky, con Russel Crowe, in cui si narra la vicenda di Noè, che in un mondo devastato dal peccato umano, è viene incaricato da Dio di costruire un'arca per salvare la creazione dall'imminente diluvio. Nel cast anche Jennifer Connelly, Emma Watson, Logan Lerman, Ray Winstone, e Anthony Hopkins. Già nelle sale, invece, con grande battage ed intervista al TG1 di prima serata ai due protagonist, “Il grande match” di Peter Segal , con Robert De Niro e Sylvester Stallone, dove si parla di due anziani boxer, umiliati dal mondo dei media moderno, incapaci di comprendere a pieno i mutamenti che li circondano ma fedeli ai sentimenti più onesti, cercano di rimanere a galla e recuperare le occasioni professionali e familiari perse in gioventù. Un prodotto metacinematografico che mette sul medesimo ring gli attori al centro di due dei più importanti film di boxe di sempre (e implicitamente due dei personaggi più importanti del cinema sportivo tout court), imitando Rochy e Toro scatenato. Si aspòetta anche, a giorni, “The Wolf of Wall Street”, della consolidata coppioa Scorsese-Di Caprio, che doveva uscire lo scorso anno ma, nonostante il febbrile lavoro della storica montatrice Thelma Schoonmaker, 3 volte Premio Oscar, è slittato a questo, che ci riporterà per mano negli anni 90, anni in cui il celebre brocker Belfort guadagnò più soldi di quanti riuscisse a spenderne nelle sue leggendarie notti piene di coca, eccessi e squillo di lusso; più di quanti avesse mai osato sognarne ai tempi in cui vendeva carne e pesce nel Queens. Perché a Wall Street, cuore tachicardico della finanza mondiale, niente è impossibile, se sei giovane e affamato abbastanza. E nessuno ha più fame di Belfort, arruolato come semplice telefonista dalla società di brokeraggio LF Rothschild e subito contagiato dalla selvaggia ambizione dei giovani broker che “puzzano di successo lontano un miglio”. Geniale e spericolato, Belfort imparò in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità, e giunse, nel giro di pochi anni, a fondare la sua società, la potentissima Stratton Oakmont, la “Disneyland dei broker”, dove il denaro si moltiplicava senza controllo. Ma non bastavano otto Ferrari, la villa più grande degli Hamptons, una moglie trofeo, l’elicottero personale pilotato in stato di ebbrezza, per farti padrone del mondo o, se è per questo, della tua vita. Dipendente da ventidue sostanze diverse, dalle orge, e dal vizio implacabile della grandezza, Belfort si preparò a una caduta più spettacolare persino della sua formidabile ascesa. Nel cast anche Jonah Hill, Kyle Chandler, Matthew McConaughey, Jean Dujardin, Margot Robbie, Jon Bernthal e Rob Reine ed anche se il traino degli Oscar (poichè appunto non uscito nel 2013), già si parla di un capolavoro che entusiasmerà il pubblico. Quanto al cinema italiano, la nuova stagione sarà contrassegnata dal ritorno di veterani come Ermanno Olmi e Gabriele Salvatores, di cineasti di vanto internazionale come Paolo Sorrentino e di appuntamenti imprescindibili come quelli con Ferzan Ozpetek, oltre al debutto (già in sala”) nel thriller di Paolo Virzì e l’immacabile commedia firmata da Paolo Genovese, Luca Miniero e Giovanni Veronesi. Per ora parliamo di Olmi che, il 13 gennaio, tornerà a girare sull’altopiano di Asiago, per realizzare una pellicola da lui stesso scritta e prodotta da Ipotesi Cinema, Cinemaundici e Rai Cinema, con montaggio di Paolo Cittignola e di “ 31 Gradi Kelvin di Giovanni Calvaruso, con Vincenzo Albanese, Antonio Ciurca, Silvia Francese, Omar Noto, Silvia Vena, film ambientato in una periferia urbana, che racconta storie e personaggi di ordinaria emarginazione e solitudine: come quella di Pietro, operaio per trent’anni alla Fiat di Termini Imerese, che affronta da solo, dopo la morte della moglie, la sfida più difficile con la malattia. O quella di Ibrahim, un marocchino che vive e lavora da anni in Italia nell’attesa di far ritorno prima o poi nel suo paese. E ancora quella di Rachele, perennemente divisa tra il lavoro che le è necessario per vivere e la voglia di continuare gli studi universitari che è stata costretta ad interrompere; o quella di Eva, una giovane pittrice che si adatta a lavorare in fabbrica, o infine, il percorso senza ritorno di Mariano e Luca, due “sbandati” senza lavoro, senza genitori, senza certezza alcuna, senza niente, che arriveranno al prevedibile capolinea di questa assenza di punti di riferimento. Storie di solitudini che si sovrappongono e si intrecciano dove i protagonisti sono al contempo vittime e carnefici di una società che ha smarrito ogni radice e valore. Due parole anche per “Amici come noi”, commedia di Enrico Lando, con Pio D’Antini, Amedeo Grieco e Alessandra Mastronardi, con uscita prevista il 13 febbraio, basata sul libro “Quanta stella c’è nel cielo” di Edith Bruck, che narra la storia di Anita, un’adolescente di origini ungheresi sopravvissuta ad Auschwitz, accolta dall’unica parente rimasta viva: Monika, costretta ad affrontare una realtà inaspettata: nessuno, neppure l’attraente Eli, con cui scoprirà l’amore, vuole ricordare il passato. Tra gli incontri con indimenticabili personaggi e la toccante amicizia con il giovane David, Anita si trova presto a dover prendere una decisione che richiederà un grande coraggio. Infine “Allacvciate le cinture” dell’amato i Ferzan Ozpetek, con Kasia Smutniak, Francesco Arca, Filippo Scicchitano, Francesco Scianna e Carolina Crescentini, in uscita il 6 marzo, storia di Elena e Antonio, che non sono fatti l’uno per l’altra, che sono troppo diversi, sia come carattere che come scelte di vita. E’ diversa la loro visione del mondo, il loro modo di rapportarsi agli altri, di pensare e di vivere. Sono due opposti. Eppure vengono travolti da una attrazione reciproca che dovrebbero combattere e a cui non dovrebbero abbandonarsi. Non solo perché non sono compatibili, ma anche perché lei è fidanzata con Giorgio e lui è fidanzato con Silvia, che è la migliore amica di Elena. Per di più Fabio, il giovane amico del cuore di Elena, ha in profonda antipatia Antonio sia per come si comporta sia perché è dichiaratamente omofobo. Certo la loro è inizialmente soprattutto una attrazione fisica, sono tutti e due molto belli. Questa è la prima vera turbolenza in cui si imbatte Elena e a cui deve reagire, ma non solo lei. Anche gli altri si dovranno confrontare con l’imprevisto di una bufera passionale improvvisa che cambia tutte le regole del gioco dei loro rapporti. Ma questa non è l’unica turbolenza nella vita di Elena. Poi attendiamo ansiosi Sorrentino che, da tempo, con il suo cinema ci ricorda che occorre tornare a “problematizzare”, come Cartesio o come Bazin, padre spirituale della Nouvelle Vague, perchè il contenuto della nuova arte non è più “la materia” ma “l’idea>”e l’aura ideale brucia adombrando quella materiale. Ma questo è un discorso che faremo.

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