La responsabile dell'Italia Dei Diritti per l'Emilia Romagna: “ L'idea di uno Stato che venga percepito come presente nella sua funzione di controllo e pronto ad accordare energie a supporto del presidio predisposto dai suoi operatori in un'area a forte criticità dal punto di vista della sicurezza per i cittadini, è di fatto un elemento che gioca a favore di un piano d'azione più incisivo, che non sottovaluta, e al contrario favorisce un dispiegamento di mezzi utili ad accompagnare ed incentivare le persistenti attività di analisi dello scottante, quanto sempre più pervasivo, fenomeno della criminalità in Regione”

Bologna, 11 gennaio 2013 – A parlare con chiarezza è stato il Prefetto di Modena Michele Di Bari, il quale in questi giorni ha dichiarato: “E' quotidiano il supporto in termini di forze dell'ordine che Bologna e Reggio Emilia danno a Modena, un supporto numerico e strategico che rafforza l'intensa attività di intelligence che Modena sta mettendo in atto per contrastare gli episodi criminosi”. Durante il periodo delle Feste natalizie, infatti, erano stati chiesti aiuti che continuano a pervenire. Lo stesso Prefetto ha poi proseguito: “Lo Stato è qui per fare la propria parte, per pensare al cittadino colpito e colpito di nuovo dalla criminalità, perchè è quella criticità che dobbiamo individuare e non i numeri assoluti che, confrontati ad altri, farebbero sembrare Modena un'isola felice”. Le parole di Di Bari sono in effetti una risposta all'allarmante aumento di episodi a carattere criminoso che si sono riscontrati in città nelle ultime due settimane, in particolare furti e rapine, soprattutto nell'area del centro storico. Di recente il Prefetto ha presentato l'attività delle forze dell'ordine 2012, confermando che “a Modena operano quotidianamente forze arrivate a supporto dai territori limitrofi” e che “il territorio è comunque pienamente presidiato”. L'idea che dunque il Prefetto ha inteso trasmettere, è quella di una percezione netta della sicurezza in città e di un impegno al contrasto della criminalità che si appoggia ad uno Stato che è “vicino alla popolazione”. A tale situazione critica, si accompagna poi quella dei reati minori come furti nei supermercati e liti in famiglia, i quali “sono ormai all'ordine del giorno”. Come non bastasse, Di Bari ha sottolineato che “si tratta spesso di furti operati da minori per i quali bisogna attivare una particolare procedura per l'identificazione”.

Luana Cinti, esponente dell'Italia Dei Diritti e responsabile per l'Emilia Romagna, a tal riguardo ha affermato: “Monitoraggio strategico e sistematico, operatività che continui ad essere caratterizzata dalla confronto costante e dalla compartecipazione di risorse in termini di forze dell'ordine presenti sul territorio e di tempo messo a disposizione per valutare le azioni da mettere progressivamente in campo, sono indubbiamente la base di partenza indispensabile per un intervento maggiormente efficace di contrasto al drammatico problema della criminalità, non solo a Modena. L'idea di uno Stato che venga percepito come presente nella sua funzione di controllo e pronto ad accordare energie a supporto del presidio predisposto dai suoi operatori in un'area a forte criticità dal punto di vista della sicurezza per i cittadini, è di fatto un elemento che gioca a favore di un piano d'azione più incisivo, che non sottovaluta, e al contrario favorisce un dispiegamento di mezzi utili ad accompagnare ed incentivare le persistenti attività di analisi dello scottante, quanto sempre più pervasivo, fenomeno della criminalità in Regione. Al di là dei numeri assoluti di cui ha fatto menzione il Prefetto Di Bari, è pertanto importante considerare, ribadendo e condividendo la sua posizione, la delicatissima questione in maniera complessiva, come dato di fatto che porti con sè una consapevolezza crescente tra la popolazione ed un senso di condivisione piena e vigile delle questioni di sicurezza inerenti il proprio territorio. Dunque le energie dispiegate e sinora confluite,di cui certamente si continuerà ad avere necessità nei prossimi mesi per proseguire con l'impegno preso nell'affrontare e trovare soluzioni costruttive al problema della criminalità nei suoi tanti aspetti, devono poter essere riconosciute e garantite con una precisa e accuratamente valutata continuità, nell'ambito di un quadro organico di interventi, di un progetto a lungo termine, che ponga al centro dell'attenzione l'incolumità dei cittadini, e l'opportunità di liberare la città da danni seri anche alla sua economia, e in generale ai positivi frutti delle sue quotidiane attività. E' però evidente che ciò non dovrà significare il venir meno delle risorse messe a disposizione sui territori limitrofi, dai quali sono partiti recentemente gli aiuti richiesti, e dove di certo gli episodi criminali e di microcriminalità non mancano. Si tratta piuttosto di elaborare strategie attraverso le quali si rende chiara e percepibile la presenza dello Stato, che, in maniera responsabile, pone in atto di piani di intervento oculati”.

Ufficio Stampa Italia Dei Diritti Emilia Romagna

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