Il primo di gennaio la Chiesa Cattolica celebra la Giornata della Pace. Non è facile coniugarla con il Cristo che porta la spada, il combattimento, la divisione addirittura fra parenti e consanguinei. Ma è la realtà più vera della vita: non può esserci pace senza combattimento; anche quando vogliamo essere in pace con noi stessi se non vogliamo ricorrere all’alcool o alle droghe, la vera pace la otteniamo solamente sconfiggendo il male che ci tormenta dal più profondo dell’anima.

La stessa cosa vale per la società degli uomini. Nel corso dell’ultimo secolo abbiamo assistito allo scontro di due tendenze politiche che avevano e hanno una profonda radice culturale e direi spirituale; sì anche spirituale perché nascono da due odiosi peccati: l’invidia e l’egoismo. Abbiamo avuto l’egoismo dei ricchi, dei capitalisti che hanno cercato sempre di arraffare il massimo senza mollare nulla (liberismo di destra) e l’invidia rabbiosa di chi non possiede che, esprimendo analoga avidità, voleva con la violenza ottenere tutto e subito per sostituire la classe dominante dei ricchi nobili o borghesi capitalisti che siano (comunismo e vari socialismi di sinistra).

In altro luogo si pone, fra l’egoismo delle destre e l’egoismo delle sinistre, la parola del Vangelo cristiano. Esso esprime la volontà di un dio che predilige il dialogo e il ragionamento alla ricerca, lenta e faticosa, ma sempre positiva del bene per tutti e non solo per una parte destra o sinistra.

Luca Marconi

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