Un avvocato viene nominato membro del comitato tecnico scientifico in materia di contrasto e prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata in Regione Lombardia, ecco che immediatamente una levata di scudi si pone a fare argine per rendere quella nomina improponibile. Si sta parlando di un avvocato vero, di quelli che non si sono mai arresi di fronte al luccichio dei danari, alle eventuali cariche da ottenere, al venir meno della propria dignità umana e professionale, una persona onesta, equilibrata, soprattutto capace, e forse proprio qui si nasconde il vero motivo dell’agguato. Un avvocato che come tale ha sempre difeso poveracci, potenti, corrotti e assassini, lo ha sempre fatto con efficacia ed efficienza, lo ha sempre fatto con rigore, senza mai tentennare. Qualcuno dal proprio scranno consiliare sibila che sarebbe una nomina inopportuna, poco felice come scelta, una persona che difende tutti, mafiosi, corrotti, ladri di galline, è qualcosa di inaccettabile per la commissione in questione. Penso invece che un avvocato non è per definizione un giustizialista, difende innocenti e colpevoli, lo fa con gli strumenti che il Codice Penale e la Costituzione gli mettono a disposizione. Un avvocato “assiste per legge un imputato ma non ne condivide gli illeciti, tanto meno si confonde con il reato”. Mi chiedo e chiedo ai tanti saggi che s’aggirano per questa ridotta specola: se non ci fosse la figura dell’avvocato, di quello capace e giusto, cosa ne risulterebbe della eventuale punizione inflitta, chi ne garantirebbe il rispetto delle regole e umanità? La cultura del garantismo non assolve ma neppure condanna a onor della propria pancia. Si sta “giudicando” un professionista di quelli che sanno cosa significa fare volontariato, cosa significa aiutare chi è in difficoltà, un avvocato che ha difeso tantissimi ragazzi, tantissime persone, senza pretendere alcun compenso, ben conoscendo la situazione economica e famigliare di chi chiedeva aiuto ma soprattutto giustizia. Esser membro del comitato antimafia di cui sopra ritengo significhi possedere i requisiti necessari di legalità e equilibrio, non certamente di casacca e qualche inopportuno e inadeguato pensiero lombrosiano, ancor meno perché titolare di coccarda politica incontaminata. A coloro che stanno armando le loro alabarde di cartone per togliere diritti e autorevolezze a chi non la pensa come loro, vorrei soltanto ricordare che “magistratura e avvocatura sono facce della stessa medaglia in difesa dell’identità democratica della nostra comunità e di tutte le conquiste di civiltà che ne rappresentano il patrimonio ideale e spirituale”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui