La prossima legge di bilancio del governo, conterrà l’introduzione della pensione di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle.

Questa futura erogazione previdenziale, di 780 euro mensili, sarebbe riservata ai pensionati indigenti che percepiscono un assegno inferiore a tale importo se soli o di 1170 euro se si tratta di una coppia.

Va preliminarmente detto che avere una pensione dignitosa per vivere risponde a un principio di equità sociale.

Secondo i dati riportati dall’Inps il 62% dei pensionati italiani percepisce un importo inferiore a 750 euro, ciò vuol dire che i destinatari della nuova misura previdenziale dovrebbero aggirarsi intorno ai 4 milioni e mezzo di persone.

La pensione di cittadinanza sarebbe riconosciuta solo a chi ha un reddito e un patrimonio insufficiente per vivere dignitosamente.

Le coperture finanziarie che servono per concretizzare sia la pensione che il reddito di cittadinanza, ammontano secondo il Movimento 5 stelle a 16 miliardi di euro che potrebbero essere reperiti eliminando genericamente sprechi, senza però indicare quali, e tagliando la spesa pubblica improduttiva.

Alcune considerazioni a questo punto si impongono. Ai lettori le risposte.

In mancanza di altri redditi è possibile vivere oggi con 780 euro, specie nelle grandi città?

I sostenitori della misura ritengono che questo strumento costituirebbe una buona risposta al delicato tema legato all’elevato rischio previdenziale cui sono esposte le giovani generazioni per effetto sia dell’applicazione del metodo di calcolo contributivo sia di carriere lavorative e dunque previdenziali discontinue.

L’unico antidoto alla precarietà lavorativa odierna è la creazione di lavoro stabile con stipendi più alti degli attuali, che avrebbe per conseguenza una futura buona pensione.

Per esempio abolendo il Job Act che ha sdoganato il precariato a vita, come ha affermato recentemente il vicepremier Di Maio.

Possibile che il governo non si sia fatto questa semplice domanda?

L’assistenzialismo fine a se stesso non ha mai prodotto nulla di buono.

Un proverbio cinese, saggiamente affermava: dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno; insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.

Ma purtroppo non è più attuale.

Tra l’altro la pensione di cittadinanza verrà erogata nella stragrande maggioranza a chi non ha mai versato un euro di contributi all’Inps.

In questo modo, ha spiegato l’esperto di previdenza Alberto Brambilla il sistema verrà spaccato.

E così un artigiano, un commerciante, un imprenditore non verserebbe più tanto, afferma Brambilla, se poi dovrà prendere 780 euro.

Un’ultima domanda, per finire.

Tra lavorare con uno stipendio basso e non lavorare con l’equivalente somma assicurata dal reddito di cittadinanza, o meglio dal sussidio governativo, cosa faranno i lavoratori che si trovano in questa condizione?

Vedremo quali saranno le evoluzioni concrete.

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