Nino Bellinvia

Avete visto recitare Rosemary Calderone? E’ un’attrice vera professionista, seria e severa, prima di tutto con se stessa, capace di affrontare i ruoli più disparati con la sicurezza di chi conosce seriamente il mestiere difficile dell’interpretazione. E non sono pochi quelli che affermano che per lei si apriranno certamente le grandi porte del mondo della consacrazione universale, non soltanto per la sua indiscutibile genuina bellezza, ma per tutto ciò che si porta dentro e che saprà dare a chi della ribalta spettacolare sa cogliere, soprattutto, proprio quella grande bellezza interiore.
Rosemary Calderone, fin da bambina sognava di interpretare il ruolo di Penelope e, conoscendo i trascorsi di esperto di mitologia classica di Giuseppe Messina, si è rivolta proprio a lui. (È stata lei stessa a spiegare che conosceva il Messina soltanto di fama prima di averlo incontrato sul set dell’opera “Il Gladiatore” di Salvatore Cilona in cui lei interpretava Augusta Lucilla, figlia di Marco Aurelio ed il Maestro, nella parte dell’imperatore Marco Aurelio). Infatti il Messina ha scritto diversi poemi: “Odissea ultimo atto” che continua il poema di Omero, “La leggenda di Omero” che reinventa proprio l’autore di “Iliade” ed “Odissea”, “Penelope” in cui ne traccia la sofferenza della moglie di Ulisse ed altri ancora. Egli ha perfettamente capito cosa lei voleva e l’ha accontentata in modo perfetto scrivendo “Il Tormento di Penelope”. Il successo ottenuto è stato tale che lei e l’autore sono approdati subito in TV nella trasmissione “Sicapress” di Catania. Poi è venuta “La disperazione di Cassandra”. “Devo ammettere – confessa l’attrice – che si tratta di due opere avvincenti e diverse: anche se Penelope è una donna tormentata dalla presenza dei pretendenti proci ed ansiosa per la sorte del figlio, è fiduciosa, ha la certezza che il marito non potrà non fare ritorno da un momento all’altro. Il personaggio Cassandra è molto diverso: è una donna senza speranza, non ha più lacrime da versare, è stanca e piena di rabbia per quello che ha previsto, per quello che continua a prevedere, per tutte le vittime della guerra e desidera la morte per non continuare a vedere e prevedere il male che incombe”.
Rosemary Calderone è un’attrice talentuosa, lo dimostra scegliendo il meglio senza lasciarsi intimorire dalle cose difficili. Chi la segue e riesce a valutare sa che è la verità. Ormai è certo: si può affermare che tutte le sue interpretazioni hanno lasciato il segno in chi ama non soltanto gli scketch, quelle scenette comiche, ma per niente facili, esilaranti, interpretate con grande maestria, trasmesse da “Telespazio” (canale 611) nel programma “Putacaso – Porto chi incontro”, sono le sue interpretazione nel grande teatro e nel cinema di un certo spessore in cui occorre il talento dell’interprete a convincere della bontà del prodotto realizzato.
Aveva interpretato alcuni difficili monologhi ed anche la Divina Commedia, ma ultimamente ha superato se stessa nell’interpretare, prima “Il tormento di Penelope” e dopo “La disperazione di Cassandra”, i due monologhi, di circa trequarti d’ora ciascuno, scritti per lei, dal Maestro Giuseppe Messina, il primo andato in scena, accompagnato dal flauto traverso di Laura Pavone, nel 2018 in occasione dell’evento “I Giorni della Divulgazione della Cultura” organizzato dal “Movimento per la Divulgazione Culturale” di Barcellona Pozzo di gotto e poi per gli studenti del plesso liceale della stessa città, ed il secondo messo in scena il 14 luglio 2019 durante la XXIII edizione dello stesso evento, con gli intermezzi del flauto dolce suonato dal musicologo Guido Siracusa.
Nelle foto: Rosemary Calderone.

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