«Il lungomare di San Lorenzo, nel Reggino, è l'ennesima, inutile, orribile colata di asfalto su un ettaro di costa, che la locale amministrazione sta imponendo e cui ci opporremo investendo in primo luogo i ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali». Lo affermano, in una nota, i deputati M5S Paolo Parentela e Giuseppe d'Ippolito, che aggiungono: «Nell'unità delle diverse forze sociali e culturali in campo, è fondamentale proseguire la battaglia contro la cementificazione costiera della Calabria, che ha già creato danni incalcolabili e non ha mai prodotto lavoro, turismo e sviluppo. Nello specifico contrasteremo l'annunciato inizio dei lavori, considerato che il tratto di costa interessato, come hanno già rilevato gli attivisti di “Laboratorio territoriale”, di cui condividiamo analisi e obiettivi, è incluso nel Codice del Paesaggio del 2004 tra le aree non più urbanizzabili e in un Sito di Interesse Comunitario, con il rischio, dunque, dell'apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea e della condanna a pagare almeno 2milioni di euro». «Inoltre – continuano i parlamentari del Movimento Cinque Stelle – questo progetto è sprovvisto di Valutazione d’impatto ambientale e di uno studio d’incidenza preliminare alla Valutazione di incidenza ambientale, con grossi dubbi su tutto l'iter amministrativo finora seguito. Infine nella fattispecie non risultano affatto considerati gli enormi costi pubblici di questa nuova cementificazione del suolo. Invitiamo, allora, l'amministrazione comunale di San Lorenzo – concludono Parentela e D'Ippolito – a non procedere con i lavori e a rispettare le normative vigenti, altrimenti saremo costretti a denunciarli in ogni sede».

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