“Scopritore dell’acqua calda” è il minimo che mi posso attendere facendo un’ affermazione del genere, tuttavia, il ripeterlo ancora una volta, mi pare risponda ad etica, non disgiunta anche da un minimo di deontologia professionale. E mi spiego.

C’è gente che, come lo scrivente, compera ogni giorno più di un quotidiano, non tanto per leggere le notizie ormai superate in quanto già sentite in tempo reale il giorno prima dalle emittenti televisive o dai social, ma anche per esprimere un giudizio sulla faziosità conclamata di un giornale rispetto all’altro, come se l’oggettività della notizia fosse diversa rispetto alla sua essenza: insomma si può assistere al fatto che un quotidiano scriva che il color bianco è nero, e viceversa. I fatti di questi giorni su di una potenziale formazione di un governo ne costruiscono prova, al di là del rispettivo orientamento politico delle varie forze che, quand’anche esso dovesse concordare su taluni aspetti, deve in ogni caso differenziarsi nel “rispetto” della linea editoriale, con la conseguenza di deviare la pubblica opinione, specie quella politicamente meno preparata. Non solo, a tutto ciò si aggiunge anche il fatto di disorientare gli stessi politici che, molto spesso, all’oscuro su quanto avviene nelle “segrete stanze”, attingono notizie dai giornali, anziché dalla fonte politica alla quale fanno capo.

L’occasione è quanto mai opportuna per raccontare come le difficoltà che sta incontrando l’incaricato alla formazione di un nuovo governo dipendano in gran parte anche da un andirivieni di notizie, spesso frutto di congetture in capo al giornalista che. a furia di ripeterle, finiscono per determinare confusione e scompiglio anche fra le varie forze politiche, determinando attriti tali da arrecare pregiudizio alle trattative.

Io non so come andrà a finire in relazione alla formazione di questo governo, più volte dato per perso, ma mi par di poter dire che, quand’anche esso dovesse nascere, indipendentemente dai problemi massmediali cui ho fatto cenno poco fa, difficilmente potrà reggere in quanto all’interno del Pd (e questa sarebbe la vera notizia che va scavata, come dicevo a titolo) esiste da sempre, ed anche in questo preciso momento, una sorta di sciame sismico post – terremoto fra le correnti che il Segretario crede ingenuamente di aver messo insieme e che, invece, non attendono altro che la divisione per andare per conto loro (Renzi docet !), nella consapevolezza che, in questo momento politico, il M5S costituisce per loro l’unico stratagemma politico per poter sopravvivere e poi andarsene.

Questo l’ha capito benissimo l’ex Ministro Calenda, il quale, con rammarico ma con molta determinazione, ha sbattuto la porta dando le dimissioni dal Pd, malgrado l’accorata preghiera di restare da parte di Zingaretti, segretario che, a mio avviso, politicamente non vede più in là del suo naso.

Del M5S invece, di cui io non sono certamente un fan, si potrà dire tutto e di più, tranne che, se vuoi anche con l’inesperienza del principiante, non si sia dato da fare nell’interesse del paese, fronteggiando quella stampa che informa senza “scavare sulla notizia”, continuando essa a ricamare su congetture, disinformando la pubblica opinione a seconda dell’interesse in capo alla testata, ossidando persino le Istituzioni democratiche che oggi, lasciatemelo dire, sembrano una sola: Sergio Mattarella.

Arnaldo De Porti – giornalista

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