“Siamo profondamente preoccupati per le centinaia di migliaia di persone presenti nel nord-est della Siria e raccomandiamo a tutte le parti in conflitto di garantire che le operazioni non abbiano un impatto sui civili, In caso contrario potrebbero esserci ulteriori sfollati o essere limitati gli spostamenti dei civili. Attualmente, ci sono 1,65 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria in quest'area, di cui oltre 650.000 sfollati a causa della guerra. Qualora tutti i servizi essenziali tra cui cibo, acqua, alloggio, salute, istruzione e protezione non dovessero essere costantemente forniti a tutti i civili, rischiamo di assistere a un altro disastro umanitario”. Così Sonia Kush, Direttrice degli interventi in Siria di Save the Children.

“Oltre ai civili siriani nel Nord Est, ci sono migliaia di donne e bambini che vivono nei campi in tutta l'area. Ci sono più di 9.000 bambini di oltre 40 nazionalità diverse, di ogni regione del mondo, in tre campi che si affidano completamente ed esclusivamente agli aiuti umanitari. Qualsiasi interruzione ai servizi del campo che sono già eccessivamente sotto pressione, metterebbe a rischio la loro vita. Le notizie su imminenti operazioni militari e truppe già inviate al confine sono profondamente preoccupanti. Chiediamo ai governi stranieri di adottare misure urgenti per mettere in salvo i bambini e le donne nei campi, al fine di rimpatriarli prima che l'accesso diventi ancora più complicato. Chiediamo a tutte le parti di garantire protezione a tutti i bambini e alle loro famiglie in tutta la Siria nord-orientale”.

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