Ormai non se ne puo’ più di assistere all’inciviltà del parlamento che io giudico tout court stomachevole, come ho visto oggi in tv. Se il popolo italiano, ma soprattutto i nostri figli devono imparare da questo coacervo di persone prive di dignità, serietà, orgoglio e soprattutto di onestà intellettuale, è preferibile attingere dal diritto naturale delle bestie.

A detti “signori” si aggiunge poi una stampa che, alla mia età di 85 anni, mai avrei immaginato: essa vive e prospera sull’inciviltà della politica rendendosi correa di una situazione che non giova a nessuno. Infatti, ormai da mesi e mesi, siamo costretti ad assistere tanti giornalisti a battibeccare fra loro a seconda della linea editoriale che impone loro il datore di lavoro, alias le varie sfaccettature FIEG, realtà che procura da lavorare, perché altrimenti non avrebbero nulla da dire. La stramaggioranza di questi giornalisti non fa altro che presentare libri e fungere da attori, anziché da veri giornalisti nel rispetto della deontologia professionale.

Il fatto che stampa e politica siano scesi così in basso come gradimento ha pertanto una sua oggettiva giustificazione, realtà che sicuramente avrà dei risvolti imponderabili per un minimo di serenità sociale.

Siamo alla deriva del costume civile e, ciò che è veramente grave, sta nel fatto che non c’è nulla da fare.

La ribellione dei giovani, alias quelli delle sardine, costituisce un sintomo verso il quale si deve porre la massima doverosa attenzione.

Chi riesce ancora ad ascoltare la tv e leggere i giornali ?

ARNALDO DE PORTI

Belluno-Feltre

giornalista

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