Teologicamente tradotto: secondo il noto frequentatore veronese che agli incensi delle chiese preferisce i riflettori mediatici, e al clerygman il vestiario laico, il peccato originale non esiste. Posizione che lo colloca di fatto lontano anni luce dalla dottrina cattolica. Eppure al caro don Antonio, tra i cui meriti c'è comunque l'aver fatto rilevare che l'assenza del padre è la causa prima di molti drammi umani ed esistenziali, basterebbe leggere ciò che dice Geremia al cap 7 vers 5 “Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore”. La parola di Dio uscita per bocca del Profeta Geremia, insegna al fedele che confidare nell’uomo vuol dire non solo confidare fisicamente in certi uomini, considerati espressione insuperabile dell’umanità, ma soprattutto confidare nelle ideologie, nella scienza, nella tecnica, nella politica. La grande maledizione biblica ritorna periodicamente nella vita dell’uomo perché vive questa tentazione di abbandonare la sua esistenza non alla presenza del mistero di Dio, ma all’uomo stesso. Solo quando Don Antonio metterà in pratica il proseguo dell'insegnamento di Geremia (cap 7 vers 7) “Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia” potrà dirsi vero ministro di Dio.

Gianni Toffali

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