«Perché l’Asp di Cosenza, con una delibera-lampo, datata 13 gennaio e divenuta operativa il 16 ha trasferito un medico dal reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Corigliano, mettendolo in crisi?». Lo chiede, in una nota, il deputato M5S Francesco Sapia, della commissione Sanità, che sottolinea: «Tutti ricorderanno che lo scorso ottobre ci fu la sospensione dei ricoveri presso i reparti di Ginecologia ed Ostetricia dello Spoke di Corigliano-Rossano per carenza di medici. La cosa venne scongiurata grazie alla missiva dell’allora reggente dell’Asp di Cosenza, Erminia Pellegrini, su mio sollecito. La penuria di specialisti venne tamponata con l’arrivo di due medici dal presidio di Cetraro, con la raccomandazione di indire al più presto dei concorsi per risolvere definitivamente il problema». «In questi mesi si è assistito letteralmente “al gioco delle 3 carte” – continua Sapia – con la continua variazione della pianta organica degli ostetrici di Corigliano, dalle 7 alle 9, infine ad 8 unità. Allora bisogna mettere in chiaro le cose: in questo momento il reparto di Corigliano ha 8 specialisti, di cui 4 con limitazioni dovute all’età ed a problemi fisici. Questo comporta turni massacranti, anche andando contro le normative in vigore ed un nuovo rischio di paralisi. Il buonsenso direbbe ovviamente di potenziarlo, anche a causa dell’elevato numero di nascite ma il metodo che sta usando l’Azienda è sbagliato». «Il nocciolo della questione è che – conclude il deputato del M5S – l’Asp non assume nuovi medici, come peraltro si era impegnata a fare con la lettera su citata. In questi mesi non ha ancora provveduto in tal senso, spedendo avanti ed indietro specialisti manco fossero dei pacchi postali e dando quasi adito ad una “lotta tra poveri” di due comprensori. Io lotto per tutta la sanità calabrese e sono per il suo potenziamento, stante anche la carenza di personale di emergenza. Chiedo quindi all’Asp di Cosenza di intervenire in modo sistematico e definitivo e di non ricorrere più a pratiche che, se prima erano giustificate dall’urgenza, ora non lo sono più, poiché sono passati mesi e ci sarebbe stato tutto il tempo per provvedere in tal senso».

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