Sommario: CHIAREZZA! – IL METODO CONTE – VOLTAFACCIA DI ZINGARETTI – MA SE IN EMILIA… – NAVE GREGORETTI – RICORDO DI GIANPAOLO PANSA.

LA CHIAREZZA DELLA CORTE
La Corte Costituzionale ha respinto la richiesta di referendum sulla legge elettorale chiesto da 8 consigli regionali a maggioranza di centro-destra. Poiché la chiarezza delle sentenze è la madre del Diritto, va riportato integralmente il parere della Suprema Corte.
I lettori che eventualmente non ci capissero molto non si preoccupino: troppo: io personalmente non ci ho capito niente e quindi sono in buona compagnia.
Questa è comunque la grande chiarezza della Giustizia italiana per vietare ai cittadini di esprimersi con un libero voto sulla legge elettorale:
“ A conclusione della discussione la richiesta è stata dichiarata inammissibile per l’assorbente ragione dell’eccessiva manipolatività del quesito referendario nella parte che riguarda la delega al Governo, ovvero proprio nella parte che, secondo le intenzioni dei promotori, avrebbe consentito l’autoapplicatività della ‘normativa di risulta”. Preliminarmente, la Corte ha esaminato, sempre in camera di consiglio, il conflitto fra poteri proposto da cinque degli stessi Consigli regionali promotori e lo ha giudicato inammissibile perché, fra l’altro, la norma oggetto del conflitto avrebbe potuto essere contestata in via incidentale, come in effetti avvenuto nel giudizio di ammissibilità del referendum”.

IL METODO-CONTE
Voglio disperatamente cercare di essere obiettivo, sereno, non demagogico, ma non riesco a provare che un profondo imbarazzo verso il governo Conte soprattutto per la quotidiana incapacità a misurarsi sui problemi. Servirebbe tempestività, rigore, decisione, idee chiare… invece vince sempre e soltanto la tecnica del rinvio.
Ormai il metodo l’abbiamo capito: non si può decidere niente e quindi perennemente si rinvia, intanto uno dei giornali di “copertura” (La Stampa, Il Corriere della Sera, Repubblica ecc.ecc.) ospita un giorno sì e l’altro pure due paginate di intervista a Conte con domande pilotate e il Premier – anziché spiegare agli italiani perché NON riesce a fare le cose – ci spiega del felice mondo che verrà e degli immancabili (suoi) destini.
Tra domande pilotate e risposte scontate si salta di problema in problema con quotidiani “effetto annuncio” e così scatta la polemica quotidiana nella stessa maggioranza, si dimentica l’attualità delle cose per accapigliarsi su tematiche nuove – spesso nemmeno abbozzate – che a loro volta scatenano polemiche virtuali prima ancora che abbiano un minimo di concretezza.
Qua e là balle colossali del Premier tipo “Siamo orgogliosi di aver trovato risorse per 23 miliardi in finanziaria” quasi che anche i ragazzi delle scuole medie non abbiano capito che è stata una “manovra a deficit” e quindi le “risorse” sono in realtà nuovi debiti che qualcuno (forse) un domani pagherà.
La realtà è ben diversa: la legge di bilancio prevede il mostro di addirittura 134 decreti attuativi per essere pienamente operativa (decreti che a nascere impiegheranno anche anni, con ingarbugli e “manine” non disinteressate che ne piloteranno i testi ben lontano dagli occhi del pubblico) mentre tutti i nodi sembrano aggrovigliarsi e nessuno sciogliersi.
Sono aperti ben 160 “tavoli di crisi” per aziende decotte a livello nazionale (a proposito, chi manovra le nomine dei Commissari, professione ben pagata?) e infiniti dossier insoluti dall’Alitalia all’Ilva, da Autostrade alla prescrizione.
Visto che scegliere significherebbe scontentare qualcuno, non scegliere vuol dire tirare a campare e ciascuno di voi può vedere e giudicare quale sia la strada scelta dall’esimio professor Conte.

I VOLTAFACCIA DI ZINGARETTI
Dopo la “due giorni” in convento del PD per trovare una nuova linea politica quello che sostanzialmente ne esce fuori è un Partito Democratico che intende continuare “alla morte” nel governo con i 5 Stelle pronto a lasciar perdere – come si è intuito subito per la legge sulla prescrizione – ogni paletto pur di tenere in vita il boccheggiante alleato di governo.
Quello che stupisce è il voltafaccia di Zingaretti che ad agosto sembrava essere contro la strana alleanza di governo ed ora la difende a spada tratta. Il ragionamento di Zingaretti però ha una sua logica: se si vota il PD andrebbe all’opposizione e perderebbe il potere, meglio rimanerci (e intanto dividersi le 750 nomine in calendario a marzo) e tirare a campare. Lo stesso lo pensano tutti i transfughi che hanno lasciato il M5S per le destinazioni più diverse e anche quelle frange di Forza Italia che sarebbero probabilmente escluse dalle liste in caso di elezioni. Quindi anche Zingaretti fa fumo sul futuro radioso del PD ma intanto sostanzialmente tira a campare. Resta poi un mistero come possa Zingaretti continuare a fare anche il presidente della Regione Lazio, ma quando mai troverà il tempo per seguire i problemi dei cittadini laziali?

MA SE IN EMILIA…
Credo che il PD riuscirà alla fine a difendere il fortino emiliano e che – magari di pochissimo – manterrà il cinquantennale potere regionale ma, anche se vincesse, non è detto che il governo non si frantumi lo stesso.
Per vincere, infatti, i Democratici devono asfaltare il M5S che – se andasse al di sotto del 10% – è a rischio implosione interna con onda lunga a livello di esecutivo.
Tutto può essere, anche che la paura in casa pentastellata sia così forte da comunque far rimanere al governo Di Maio e soci (soci sempre di meno…).
La ricetta per sbaraccare Conte ed obbligare lo spirito di Mattarella a finalmente concretizzarsi e battere un colpo sarebbe una vittoria del centro-destra che veramente segnerebbe una definitiva condanna per Zingaretti e la sua ammucchiata di governo.
C’è spazio per farcela perché i sondaggi parlano di un lieve vantaggio dei partiti del centro-destra sul PD e non credo siano molti gli elettori 5 Stelle che alla fine esprimeranno un voto disgiunto (ovvero vito di lista ai grillini separato da quello per il presidente) quindi partita aperta e finale al fotofinish.
Se avete dei parenti emiliani contattali e spingeteli al cambiamento: il nostro futuro è decisamente nelle loro mani!

NAVE GREGORETTI
Ciascuno gioca per sé, ma il voltafaccia di Conte e dei grillini che al governo con Salvini bloccarono (giustamente) nave Gregoretti e che adesso vogliono votare per il processo a Salvini accusandolo di sequestro di persona sarebbe ridicola se non francamente rivoltante.
Un premier che se ne esce a dire che lui non c’entrava e non ne sapeva niente quando della vicenda ne parlavano tutti i giornali e le TV è uno schiaffo alla decenza, ma contemporaneamente la dice lunga sulla credibilità e coerenza delle persone.
Oltretutto evidentemente l’avvocato (?!) Conte non conosce neppure l’art. 95 della Costituzione: “ Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile”. E, per di più, “Mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri”.
Visto che Salvini era un suo ministro, come può ipocritamente tirarsi fuori? Viva la coerenza…ma quanta tristezza!

RICORDO DI GIANPAOLO PANSA
E’ mancato ad 84 anni Giampaolo Pansa, giornalista e scrittore di qualità, uomo di sinistra che ormai quasi 20 anni fa ebbe il coraggio di riprendere un tema dimenticato: descrivere anche le pagine nere della Resistenza e della “macelleria messicana” (per dirla come Montanelli) che si scatenò prima e dopo il 25 aprile del ‘45.
Per aver osato scrivere delle drammatiche ma reali verità venne messo all’indice dalla “intellighenzia” progressista e da quella sinistra cui queste verità restano maledettamente scomode, un nervo scoperto proprio perché sono cose vere e non retorica. Pansa prese molti spunti dai libri (dimenticati) di Giorgio Pisanò, ma poi ci mise indubbiamente del suo.
Ho avuto modo di conoscerlo bene in questi anni e di collaborare anche con lui nella stesura di alcuni suoi libri e mi resta l’immagine di una persona complessa, piena di travaglio interiore, drammaticamente segnato dalla morte del figlio tre anni fa.
Sicuramente comunque un testimonio scomodo che nessuna “Sardina” probabilmente ha mai letto, una specie di coscienza nazionale nascosta che ha avuto almeno il coraggio e l’onestà intellettuale di andare oltre la retorica.

Buona settimana a tutti ! Marco Zacchera

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