Ormai siamo nel baratro, non tanto in chiave economica anche se non brilliamo proprio nella crescita, anzi !, ma soprattutto con riferimento ai parametri di educazione e cultura che gran parte dei politici di oggi, ma anche dei giornalisti, stanno caratterizzando l’Italia, paese che, già agli apici della cultura da secoli, ora è caduta talmente in basso da farci vergognare anche agli occhi dei paesi più precari in questo contesto.
Ogni tanto, posto che ce ne fosse davvero bisogno, penso ai De Gasperi, ai Togliatti, ai La Malfa, ma anche agli Almirante e, soltanto al pensiero di doverli accostare per un solo attimo a certi nomi che oggi pretendono di governare il Paese, provo i brividi, non solo, ma immedesimandomi nella persona del nostro stimato Presidente della Repubblica, provo vergogna per lui, costretto a rappresentare l’Italia nel mondo ai suoi minimi storici quanto ad immagine.
I vari talk-show televisivi che, fino a qualche anno fa potevano destare una qualche curiosità volta ad indirizzare il pensiero politico, oggi si sono trasformati in dei veri… pollai nei quali anche i conduttori o le conduttrici non riescono più a fare il loro mestiere e, quand’anche lo facciano, non lo fanno più bene: ormai quasi tutte le sere si assiste a schiamazzi televisivi ove gli uni si parlano sopra gli altri compresi i giornalisti che dovrebbero invece distinguersi quanto a moderazione ed eleganza professionale.
Pare, in ultima analisi che la dicotomia politica a giornalismo si facciano da spalla non certo in nome della specificità e deontologia delle singole professioni, ma volta a perseguire un obiettivo… teatrale, molto verosimilmente con guadagni e share degli editori.
Anch’io, come giornalista, mi vergogno di questa situazione e, non gravitando più come una volta nell’ambito giornalistico e politico, sono costretto – mio malgrado – a mandare giù bocconi amari a causa di una situazione socio-politica che sicuramente stenterà a proporre scenari accettabili nel breve-medio termine.
Chiudo non sottacendo che la situazione è piuttosto grave e che, non dovremmo meravigliarci più di tanto se, a giorni dovesse presentarsi l’imponderabilità. Va da sé infatti, che una situazione socio-politica come quella che stiamo vivendo, non potrà certamente avere dei riflessi positivi anche nella crescita economica.
Ma c’è qualcuno come lo scrivente che ha il coraggio di affermare che i vari Berlusconi, Salvini, ma anche alcuni della controparte, fanno politicamente ribrezzo ?
Arnaldo De Porti

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