Se è giusto ricordare chi è stato ammazzato dalla furia di un uomo chiaramente posseduto da entità demoniache (tanto più che Pio XII, esorcizzò Hitler a distanza), è altrettanto doveroso non dimenticare gli altri genocidi del passato, “stranamente” scomparsi dalla memoria collettiva e dai testi di storia. Se è vero che i morti hanno pari dignità, perché non istituire giornate in memoria del milione e mezzo di armeni scientemente eliminati dai turchi nel 1915; dei dieci milioni di pellerossa massacrati dagli americani nel XIX secolo; dei sette milioni di ucraini morti di fame in seguito alle carestie intenzionalmente provocate dal regime stalinista; dei tre milioni di civili trucidati per vendetta dall’Armata Rossa in Prussia, Slesia e Pomerania; dei duecentomila giapponesi bruciati vivi di Hiroshima e Nagasaki; dei due milioni di vittime civili nell’occupazione sovietica dell’Afghanistan; dei due milioni di cambogiani sterminati dai Khmer rossi Leggasi comunisti); dei massacri in Ruanda, Congo, Etiopia ed Africa centrale per motivi tribali e religiosi; delle migliaia di teste mozzate dalla Rivoluzione Francese; delle vendette partigiane perpetrate in Italia alla fine della seconda guerra mondiale; dei cento milioni di morti causati dal comunismo; delle migliaia di vittime musulmane dell’occupazione israeliana nei territori occupati, delle vittime dei bombardamenti della Nato in Bosnia, Iraq e Afghanistan e soprattutto delle attuali persecuzioni dei cristiani nel mondo? Dal momento che sarebbe impraticabile istituire una giornata della memoria per ogni singolo evento, non sarebbe cosa buona e giusta abolire quelle ricorrenze di chiaro sapore politico ed ideologico, e sostituirle con un’unica grande e solenne ricorrenza dedicata a tutti gli olocausti del pianeta e della storia?
Gianni Toffali Verona

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1 commento

  1. Fare una ricorrenza unica per tutti i genocidi della storia forse nasconde il desiderio di fare un calderone che confonda e impedisca una precisa memoria. E’ indispensabile che ogni genocidio sia ricordato con indicazione del tempo del luogo e delle responsabilità, specialmente la shoah perché vicina nel tempo e nello spazio, e perché la cultura aberrante che ha generato la shoah è ancora in mezzo a noi. Dire che la ricorrenza della giornata della memoria abbia un sapore politico ed ideologico è vergognoso. Questa ricorrenza è un dovere irrinunciabile.
    Giuliano Zanella Cerro Veronese

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