” In occasione del compleanno dell’artista napoletano Massimo Troisi, che, se fosse ancora vivo, compirebbe 67 anni, essendo nato a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953, ho tirato fuori dal cassetto dei ricordi la fotografia allegata, che mi ritrae con il gruppo de “La Smorfia“, costituitosi nel 1979 e scioltosi nel 1981 – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Nella foto sono infatti in compagnia di Enzo Decaro, Lello Arena e il nostro Massimo “.

” L’occasione mi consente anche di richiamare alla memoria anche uno storico circolo napoletano – aggiunge Capodanno – . Il riferimento è al TTC Club di via Paisiello al Vomero, scomparso purtroppo da diversi anni, e i cui locali, in anni recenti, sono stati adibiti a garage. Un sodalizio, Il TTC Club, che, tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80, si distinse per le tante manifestazioni culturali che ebbero una notevole risonanza sia in ambito locale che nazionale “.

” Tra le altre – ricorda Capodanno – la “ Mostra internazionale del Fumetto e del Cinema d’Animazione “, della quale fui uno degli organizzatori, e che si svolse annualmente per ben sei edizioni, con ospiti d’eccezione, tra i quali il creatore di Tartan, Edgar Rice Burroughs, che, per l’occasione, venne a Napoli per la prima volta. Presenti anche, tra gli italiani, Paolo Del Vaglio, Giorgio Forattini, Attilio Michelutti, Giuliano Rossetti e Renato Calligaro, e, tra i fumettisti di altre nazioni, l’argentino Joaquin Lavado, in arte Quino, il papà di Mafalda e il brasiliano Jo Oliveira “.

” Proprio nell’ambito della Mostra del Fumetto – sottolinea Capodanno -, per dare risalto anche alle attività spettacolari, si decise d’intitolare un premio a un altro grande artista napoletano, purtroppo dimenticato, Alighiero Noschese, morto prematuramente a Roma, a soli 47 anni, nel 1979. In occasione della prima edizione del “premio Alighiero Noschese“, che si svolse nei locali del TTC Club, agli inizi del 1980, fu decisa l’assegnazione a un gruppo emergente, che muoveva allora i suoi primi passi, “La Smorfia“ appunto. E fu così che ebbi l’occasione di stringere la mano al giovane Massimo Troisi, che allora aveva appena 27 anni e che, una volta terminata l’esperienza nel gruppo, avrebbe iniziato una folgorante carriera artistica, che purtroppo s’interruppe con la sua prematura morte “.

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