Che il mondo si stia incamminando verso la pazzia collettiva non è un’ipotesi azzardata visto ciò che sta succedendo attorno a noi, ipotesi peraltro formulata molti anni fa anche da illustri filosofi come, ad esempio, Rudolf Steiner, il quale diceva papale papale che “ l’uomo un domani saprà guarire anche il cancro ma non saprà esimersi dalla pazzia collettiva”. Atteso che la mia opinione si differenzia da Steiner in quanto il cancro è una patologia che, di volta in volta, assume una sua genesi a seconda del modo di vivere e comportarsi dell’uomo, per quanto attiene invece alla pazzia collettiva io penso che essa sia già attecchita in gran parte del pianeta, come lo dimostrano le guerre, le epidemie, gli scontri fra uomo e uomo, i diversi “matti” a livello mondiale che ambiscono governare, tralasciando di parlare delle cose di casa nostra ecc.ecc.
Questo lungo preambolo per parlare di un fatto di cui in questi giorni hanno parlato tutti i giornali: un docente universitario che si scaglia contro la Diocesi di Treviso per aver subito presunti abusi sessuali all’epoca della sua permanenza all’età di 18 anni in uno dei seminari vescovili dei detta Diocesi.
Al di là del fatto che, da allora sono passati 30 anni e che in 30 anni è presumibile sia… marcito col tempo anche il processo fisiologico della metabolizzazione, mi vien da pensare che, nel caso di specie, ci sia qualcosa che non quadra. Infatti, è risaputo, come si legge anche in diversi testi riguardanti i problemi riconducibili a quella sfera giovanile, che il sesso possa manifestarsi benissimo anche fra ragazzi dello stesso sesso, talvolta anche per misurarsi virilmente, e che, pertanto, detto fenomeno possa anche investire tutti, seminaristi compresi che, durante la loro preparazione per diventare preti questi ultimi, e gli altri per fronteggiare il laicato, attraversano (detti seminaristi) dei problemi più vicini alla fisiologia umana nella sua interezza rispetto al contesto, invero molto difficile, dell’osservanza totale dei dettami insiti nella teologia morale.
Detto questo, se uno si svegli la mattina, accusando dopo ben 30 anni, il “trauma” forse… piaciuto, di un abuso sessuale subito a 18 anni, io penso che non si sia trattato di una esperienza tanto traumatica e devastante al punto da doverla far riaffiorare dopo una vita….
Qui, come detto dianzi, si tratta di ben altro !
Non so se ho capito bene, ho letto a questo riguardo che detto docente ha abiurato la religione cattolica e si appresta a “sposare” un suo collega, con l’intenzione di adottare due bambini.
Io rispetto i diritti civili, ma posso dire che io mi trovo meglio con una moglie… donna ? E magari con figli fatti da me ?

ARNALDO DE PORTI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui