Nel territorio provinciale solo una parte dei Comuni rispetterebbe l’obbligo imposto per legge del servizio del soccorso in emergenza di animali investiti e delle loro immediate e appropriate cure negli ambulatori dei Servizi veterinari dell’ ASP provinciale, che dovrebbero essere attrezzati per tali emergenze, lasciandoli agonizzare sulla strada!
Da tempo Free Green Sicilia – afferma il portavoce Alfio Lisi – chiede alle Istituzioni competenti statali, regionali e comunali, di rispettare, o fare rispettare, la normativa vigente in merito agli animali randagi e selvatici incidentati, intervenendo fermamente nei confronti di quei Comuni della provincia che non hanno ancora attivato dopo anni dall’obbligo di legge (o hanno disattivato) formali convenzioni specifiche con associazioni riconosciute dall’Assessorato regionale (e dopo gare pubbliche trasparenti e non affidamenti illegittimi a singoli o associazioni che non danno alcuna garanzia per il benessere degli animali e non solo) le quali devono avere in dotazione ambulanze autorizzate a norma di legge e al seguito personale in numero adeguato e specializzato per il soccorso di animali investiti e quanti siano gli ambulatori veterinari nell’intera provincia dell’ASP 3 attrezzati opportunamente per le cure agli animali incidentati. Non solo, ma contemporaneamente gli stessi Comuni hanno anche l’obbligo di avere convezioni con rifugi sanitari per animali, anche questi a norma e autorizzati dalle istituzioni sanitarie, dove poter condurre l’animale investito dopo che allo stesso sono state prestate le necessarie cure dai Servizi Veterinari dell’ASP per tutto il periodo prescritto dagli stessi veterinari che dopo ne dovrebbero seguire gli sviluppi post intervento.
Il mancato soccorso di un animale di qualsiasi razza investito è considerato un reato non solo dal Codice della Strada (Decreto Legislativo n. 285 del 30/04/1992l il quale prevede l’obbligo per l’utente della strada di fermarsi in caso di incidente da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti) ma anche dallo stesso codice penale in quanto la mancata somministrazione di cure ad un animale investito è considerato dalla giurisprudenza una forma di maltrattamento che può essere aggravata dalla eventuale morte dell’animale.
La legge regionale 15 del 2000 e i conseguenti regolamenti applicativi obbligano i Comuni e i Servizi veterinari delle ASP a dotarsi il primo di un pronto intervento mobile (anche se in convezione con associazioni riconosciute, per il soccorso di animali incidentati o malandati) e il secondo di un ambulatorio veterinario attrezzato per apportare le dovute cure a tali malcapitati animali; anche perché chi investe un animale non sapendo a chi rivolgersi (comunque deve chiamare sempre il 112 o il 113 chiedendo aiuto anche in quanto sono loro a fare rispettare la legge) non essendoci un intervento di soccorso pubblico potrebbe abbandonarli rischiando anche la modesta sanzione per il mancato soccorso (anche se potrebbe essere visto il maltrattamento sanzionato dal codice penale), perché non in grado di muoversi sulla strada anche rischiando la sanzione penale per il mancato soccorso oltre al rischio di altri incidenti a danno dell’animale malmesso e indifeso.

Alfio Lisi
Portavoce
Free Green Sicilia

 

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