Dico subito che in questo momento della politica italiana la presenza di Matteo Renzi all’interno della maggioranza di governo sta infastidendo la stramaggioranza degli Italiani. Sono infatti assolutamente convinto, e per questo mi farei tagliare le mani in caso di scommessa, che l’esponente di Italia Viva non stia facendo politica, ma si diverta a prendere in giro non solo gli “alleati” di governo, ma anche tutti noi, costretti ormai da troppo tempo ad assistere alle sue performances che, dal punto di vista politico, esprimono atteggiamenti bullisti e dialettiche forzate.
Se posso esprimere una sensazione, mi par di poter “ diagnosticare “ che egli, con il pretesto di creare un qualcosa di centro (che non c’è) finisca per inserirsi irresponsabilmente nella destra ex-berlusconiana pur di far un dispetto all’attuale presidente del consiglio, Giuseppe Conte, operazione questa non fattibile in quanto i suoi senatori, fra i quali ci sono molte persone serie, di fronte ad un presagio della specie, sparirebbero da Italia Viva, lasciando Renzi a leccarsi le ferite.
Potrebbe anche essere che io, alla mia veneranda età, sia diventato uno stupido e confonda una sorta di genialità impercettibile di un simile personaggio con un’ipotesi di una mia precarietà mentale, ma francamente faccio fatica a pensare sia ad una cosa che all’altra.
Di certo è che Renzi vuol apparire a tutti i costi, ma trova di fronte a se un muro su cui presto andrà a sbattere facendosi molto e molto male.
Non si può parlare di un disturbato, anzi, in quanto possiede una forte intelligenza (non politica) che gli consente di parare ogni accusa attraverso una dialettica comunicativa che, per certi versi, equipara e supera abbondantemente quella dell’ex primo ministro Berlusconi.
Detto questo, mi pare che ci siano ormai tutte le condizioni per dire che è davvero ridicolo che, in questo momento difficile, l’Italia intera sia alla merce di questo omuncolo politico, il quale, pur nella consapevolezza della situazione economica italiana, si permette di fare ciò che vuole, come se il Paese fosse un pezzo di terra iscritto a catasto a nome suo.
Questa cosa è vergognosa e sicuramente avrà un costo salato per Renzi, anche se a lui non gliene frega niente, come abbiamo già visto dopo la batosta subìta dal famoso referendum.
Non vorrei, e ciò andrebbe oltre ogni etica anche morale, che subentrassero vigliaccheria e viltà attraverso un suo passaggio dalla sinistra alla destra, realtà peraltro non troppo ipotetica per la quale questo disinvolto affabulatore potrebbe trovare anche una falsa giustificazione.
Ma non sarà così: sta infatti arrivando sicuramente una terapia alla diagnosi prima citata.
ARNALDO DE PORTI

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