Il borgo Castello, luogo di assoluta suggestione con il suo fortilizio eretto nel XII secolo e rimasto in suo fino al XVIII, la Chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo, la coeva fontana, le vecchie case un tempo addossate le une alle altre, versa, oggi, in uno stato di deplorevole quanto ingiustificato abbandono. Non è più meta delle scolaresche e dei turisti che, sensibili allo spettacolo della bellezza naturale coniugata all’opera dell’uomo, negli anni passati volentieri si inerpicavano per il sentiero utile a raggiungere il piccolo agglomerato poco distante dall’odierno centro urbano e godere, da lì, dello splendido panorama.
La giustificazione addotta dall’Amministrazione comunale davanti allo squallore che ormai domina ovunque, nel sito, è (leggo dalla stampa) l’inadempienza della ditta che, entro i primi di luglio 2017!, avrebbe dovuto provvedere al restauro e al risanamento conservativo della strada che dalla chiesa citata conduce al castello. Al netto delle responsabilità oggettive della ditta, alla quale il Comune sarebbe finalmente in procinto di rescindere il contratto per affidare i lavori ad altro soggetto, resta il fatto che l’intera affascinante borgata storica, che nell’alto Medioevo fu la prima sede dell’abitato di Andora, si sta ‘spegnendo’.
Ciò accade per l’incuria di chi, pur avendo il dovere di occuparsene per custodirla e insieme promuoverla a fini culturali e turistici, consente invece che la natura copra di rovi gli antichi manufatti, allarghi le crepe millenarie e ne apra continuamente di nuove, scompagini i muretti a secco causando cedimenti e poi crolli veri e propri, mentre la vegetazione spontanea dilaga. L’intervento che avrebbe dovuto concludersi nel 2017 prevedeva un impegno di spesa (peraltro non tutto a carico del Comune di Andora) inferiore ai 40.000 euro. Quali iniziative concrete hanno assunto, nel frattempo, Sindaco e Giunta, per scongiurare il rischio di che tanta storia e bellezza, delle quali sono i fortunati eredi e custodi, insieme a tutti i cittadini di Andora, sia condannata definitivamente all’oblio? In attesa di scoprirlo…ho scritto alla Soprintendenza ABAP e, per conoscenza, ai Carabinieri del TPC di Genova, affinché l’ufficio periferico del Ministero oggi a guida Franceschini si attivi per quanto di sua competenza, magari interloquendo con il Comune, e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale monitori la situazione.

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

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