Il contrasto alle indebite compensazioni, previsto dall’art. 3 c. 1 del D.L. n. 124/2019 convertito in Legge 157/2019, è stato da più parti definito un “prestito forzoso” a favore dello Stato.
La legge, infatti, prevede che tutti i contribuenti, anche quelli virtuosi, corretti e regolari con gli adempimenti fiscali, pur vantando un credito di imposte dirette ed Irap, non possano compensarlo fino a quando non avranno presentato la dichiarazione da cui scaturisce il credito, cosi come avviene per l’Iva.
Dal punto di vista temporale le differenze fra le due compensazioni sono tuttavia assai diverse. E infatti, mentre la dichiarazione Iva si presenta entro il 30 aprile di ogni anno, la scadenza per redditi ed Irap, è stata spostata dal 30 settembre al 30 novembre dall’art. 4 bis della Legge 58/2019 (Decreto Crescita).
Alla luce del nuovo sistema di compensazione, la disposizione modificativa si rivela come un’autentica beffa, poiché sono necessari ben undici mesi per poter compensare i propri crediti.
Il Ministro dell’Economia Dott. Gualtieri, in audizione presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha sostenuto che “già a partire dal mese di maggio è possibile trasmettere le dichiarazioni dei redditi e pertanto sarà possibile utilizzare in compensazione, a partire da Giugno, i crediti relativi alle imposte dirette”.
Non vogliamo mettere in dubbio le sue affermazioni ma, fino ad oggi, le cose non sono andate esattamente così. E quand’anche così fosse, per compensare ci vorranno sei mesi.
Lo scorso anno, per esempio, le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nei modelli di dichiarazione “Redditi” sono state approvate con provvedimento dell’Agenzia Entrate del 14.02.2019 e successivamente modificate con provvedimenti in data 10.05 e 07.06.19.
I moduli di controllo per inviare le dichiarazione dei redditi, sempre per l’anno 2019, sono stati forniti con la versione 1.1.0 il 05.09.2019 e successivamente integrati con altri aggiornamenti in data 16.09.2019 e 24.10.2019 (procedura relativa agli ISA).
Appare azzardato, quindi, parlare di Maggio come mese possibile per trasmettere le dichiarazioni, se non saranno presenti e definitivi i moduli di controllo per l’invio.
Né si può pensare di poter fare un paragone con la dichiarazione IVA, posto che questa non ha, al suo interno, altri adempimenti (come gli ISA nella dichiarazione dei redditi), e pertanto non necessita di modifiche particolari per i moduli di controllo.
Affinché si avveri quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia, per poter inviare già dal mese di maggio le dichiarazioni dei redditi ed Irap, le uniche possibilità sono le seguenti:
– file xml forniti dall’Agenzia delle Entrate per calcolare gli ISA, moduli di controllo e specifiche tecniche, disponibili e non modificabili entro il 28.02 di ogni anno; software ISA disponibile e non modificabile entro il 30.03 di ogni anno.
In attesa di risposte positive, buone compensazioni a tutti.
Pesaro, 20.02.2020
FONDAZIONE COMMERCIALISTITALIANI
Angelo Galdenzi
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