Ieri sera nella trasmissione OTTO E MEZZO di Lilli Gruber, c’erano tre invitati di un certo spessore culturale e professionale: il sen. Mario Monti, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e Paolo Mieli, noto giornalista-saggista. Durante detta trasmissione è emerso più volte il nome di Matteo Renzi che, durante detta trasmissione, è stato caratterizzato come un mitomane che non sa più cosa dire e che ritrae un minuto dopo ciò che ha detto un minuto prima. Vuolsi il caso che, proprio nei giorni scorsi, quindi in tempi non sospetti, io abbia scritto le stesse cose su Renzi sul giornale ” Politicamente-corretto” rincarando addirittura la dose quanto a carenze dell’uomo politico in questione. Infatti, se qualcuno si prende briga di riascoltare la trasmissione valutandola in chiave socio-psicanalitica, è chiaro quanto mai che i predetti invitati della Gruber si siano preoccupati di adoperare un linguaggio prendendo le distanze da una caratterizzazione psichiatrica che avrebbe potuto avere delle conseguenze anche giudiziarie nei confronti dell’ex primo ministro Renzi, ridotto ormai al lastrico quanto a consensi.
Mi ha fatto specie, da giornalista, quanto hanno detto gli invitati e cioè che la stampa ne sta approfittando di questo ormai ilare personaggio mettendogli il microfono davanti alla bocca ad ogni piè sospinto per fare spettacolo, essendo egli sempre disponibilissimo. Questa cosa, almeno per quanto mi riguarda, desta miseria sia da una parte che dall’altra.
Detto fatto, invero molto penoso, mi ha richiamato un altro personaggio per il quale continuo sommessamente a non essere avaro di critiche: Vittorio Sgarbi, personaggio anche questo che è stato oggetto di molte negative osservazioni da parte mia da alcuni anni a questa parte.
Non ho voglia di andare per le lunghe nello scrivere e mi limito pertanto a dire che sarebbe quanto mai necessario fronteggiare legalmente la trivialità, la sconcezza, le offese verso tutti ivi comprese anche le istituzioni democratiche (peraltro sempre mute) al fine di evitare che questo “singolare” personaggio continui a sputare in faccia all’Italia tutta.
Ieri, detto personaggio, come del resto continua a fare anche per tanti altri, ha infierito verso il giornalista Andrea Scanzi del Fatto Quotidiano con queste parole, anche in video: “capra nana vieni in tv con me che ti mangio vivo” dimostrando come la sua trivialità sociale non giovi certo alla cultura italiana di cui egli si ritiene un “unicum”, ma costituisca invece un’offesa alla stessa.
Lo scrivente non si ritiene certo all’altezza di tutti i personaggi sopraccitati ma si arrogherebbe la presunzione dal suo osservatorio di 85enne, di fronteggiare pubblicamente quest’ultimo per insegnargli quanto meno l’educazione, chiedendogli nel contempo se egli non si sia ancora accorto che riceve molti inviti dalle varie tv non già per elargire cultura, ma per fare semplicemente spettacolo.
Ergo…, con personaggi come i suddetti, dove mai si potrà andare?
Arnaldo De Porti – giornalista

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