Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, preso atto del grave stato di degrado e d’abbandono che affligge il quartiere collinare partenopeo, rilancia la proposta per la costituzione del Comune autonomo del Vomero. Al riguardo l’ex presidente della Circoscrizione ha già pensato allo stemma del nuovo Ente locale, nel quale campeggerà l’immagine dell’antica e mai dimenticata palma, simbolo di piazza Vanvitelli, che, così come anticipato dallo stesso Capodanno, sarà ripristinata con la costituzione del nuovo Comune.

“ Il vecchio Vomero sta morendo, “assassinato” lentamente ma gradualmente dalla pessima amministrazione degli ultimo mezzo secolo, – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Dopo lo scempio degli anni ’60, testimoniato dalle “Mani sulla città“, sono arrivate la Tangenziale con ben tre uscite nell’area collinare senza alcun parcheggio d’interscambio, la Metropolitana collinare che, nata su progetto dell’E.A.V. come quinta funicolare che doveva collegare il Vomero con piazza Cavour, ha finito sostanzialmente, a ragione, di scelte sbagliate successive, per collegare l’area Est della Città, vale a dire i quartieri di Scampia, Secondigliano, Piscinola e Marianella con la collina. Infine le isole pedonali di via Scarlatti e di via Luca Giordano, che non solo non hanno risolto gli endemici problemi di traffico ma hanno creato un vero e proprio Luna Park, attrattore di bulli e giovinastri che, specialmente nei fine settimana, alimentano la movida violenta e fracassona. Che dire poi del verde pubblico negato, a partire dal parco della villa Floridiana, chiusa del 23 dicembre dell’anno scorso. Se si aggiunge la mancanza di un piano organico per la riconversione delle quasi 2.000 aziende del terziario commerciale che da anni soffrono di una crisi che sta incidendo non poco sui problemi del lavoro e dell’occupazione, con nessuna alternativa valida, il quadro è completo “.

“ Preso atto di questo fallimento e, nel convincimento che le norme della vecchia legge 142 del 1990, confluite nel testo unico sull’ordinamento degli Enti locali, il Dlgs 18 agosto 2000, n.267, non verranno mai attuate e che a Napoli la costituzione dei Comuni metropolitani nell’ambito dell’area metropolitana, non vedrà mai la luce, c’è solo un’alternativa valida – puntualizza Capodanno -. Istituire un comune autonomo per l’area collinare della Città. Anche la configurazione orografica lo consente, visto che la collina si distacca facilmente dal resto del contesto urbano partenopeo. Nell’ambito del nuovo Comune ricadrebbero l’attuale municipalità Vomero-Arenella e parte del quartiere di Chiaiano. Un territorio con quasi 200mila abitanti, grande quanto una città italiana di dimensioni medie “.

“ Una proposta che tiene conto anche dell’incapacità delle attuali Municipalità, così come precedentemente delle Circoscrizioni, prive di reali poteri operativi oltre che dei necessari finanziamenti, costituendo allo stato solo un costo notevole per la collettività – sottolinea Capodanno -. L’unica strada per risollevare le sorti del Vomero resta dunque quella dell’istituzione del Comune autonomo. Lo statuto della Regione Campania, al riguardo, prevede la possibilità di realizzare un apposito referendum consultivo “.

Per mettere in moto la procedura Capodanno è intenzionato a chiedere a breve un incontro con gli uffici competenti della Regione Campania.

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