Non vorrei essere annoverato fra i.. Pierini di turno, purtroppo assai “chiacchieroni scientifici” anche a livello nazionale, in occasione della sciagura patologica che sta investendo, oltre alla Cina ed altri paesi, anche l’Italia. Vorrei anzi spendere una parola di grande fiducia presso la pubblica opinione stante il fatto che gran parte dei mass-media hanno fin qui terrorizzato l’intero Paese.
Quanto sta accadendo era prevedibile (se c’era Indro Montanelli, che conoscevo abbastanza, egli avrebbe detto : “c’era da aspettarselo”). Scomodato Montanelli, uomo che non scorderò mai per la sua serietà professionale, mi si permetta di ricordare di essere stato, purtroppo, un profeta di sventura, avendo scritto di una potenziale peste virale (e non) in varie pagine di un mio grosso libro a titolo “Caro Direttore virgola…” oltre che in questo giornale, a titolo : “Gli scienziati curano il raffreddore confondendolo con la peste in atto. Non sarà che il coronavirus è già un primo sintomo per l’intero pianeta ?”
Premetto di non essere medico e tanto meno un uomo di scienza, ma certamente una persona che non ha ottimi rapporti con…l’anagrafe per via dell’età molto avanzata, e quindi si arroga un tipo di presunzione scientifica che non si basa certo sui principi di (?) Blaise Pascal (osservare, provare e sperimentare), ma sull’esperienza di vita, sviscerando la scienza …a naso. Verrà anche da ridere, ma il fiuto ha una sua importante valenza anche a livello scientifico, se è ben vero, come in effetti è, che la natura ha le sue esigenze e che l’uomo, se vuol vivere, deve assolutamente rispettarle. Ma purtroppo non è così in quanto l’uomo se ne “frega” della natura a tutto vantaggio del profitto fino a determinare le reazioni di quest’ultima, reazioni che si possono estrinsecare nella più svariate forme , spesso difficili da fronteggiare. E forse il Covid-19 potrebbe essere il frutto di una delle dette reazioni.
C’è, tanto per dirne una, una legge che porta il nome del suo scopritore: filosofo del 700, Antoine-Laurent Lavoisierl che dice :. “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”
Ebbene, senza tanto arrovellarci il cervello, non vien da pensare che, estendendo il tutto a 360 gradi, le varie trasformazioni in atto in questo nostro pianeta possano in qualche modo esplodere e portare a dei problemi difficili da risolvere ?
Io sono, come detto dianzi, un perfetto profano in materia, ma mi par di poter dire che, di questo passo, ovviamente in chiave moderna rispetto al “Lazzaretto” dei Promessi Sposi o alla peste di Venezia che, come veneziano non m posso non citare, avendo essa dato i natali alla famosa Chiesa della Salute, oppure alla cosiddetta “peste di Atene” che contagiò persino la terra tanto da essere definita il “tifo dei campi”, ci stiamo incanalando verso in una direzione che potrebbe riservarci delle sorprese da non sottovalutare e di fronte alle quali, anche gli antibiotici a largo spettro potrebbero rivelarsi impotenti, tanto da – come succede ora negli ospedali – da contagiare persino medici e personale paramedico (coronavirus docet !)
Termino con un augurio che se ne vadano presto patologia e psicosi.

ARNALDO DE PORTI
classe 1935

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