CATANIA: QUALE DEMOCRAZIA PARTECIPATA? IL PROGETTO DELLA PIANTUMAZIONE DI 2000 ALBERI AVREBBE AVUTO LA MAGGIORANZA MA NON SI E’ RIUSCITI A SAPERE QUANTI I CITTADINI CHE HANNO POTUTO VOTARE!

PIANTUMARE 2000 ALBERI NON E’ COME INTERRARE DEGLI INERTI PALI: QUESTI PER SOPRAVVIVERE NECESSITANO DI CURE PERMANENTI E IDONEE!

ULTIMA NOTIZIA! SFREGIO DEGLI ALBERI PRESENTI NELL’EX OSPEDALE S. BAMBINO CHIUSO DA SETTIMANE!

Per ogni albero che il Comune pensa di piantare in città dovrà prima di decidere chi si dovrà occupare non solo della sua idonea piantumazione ma della sua sopravvivenza e non solo per un breve periodo ma per tutto il resto della sua vita anche in quanto si tratta (come tutte le altre già esistenti) di patrimonio indisponibile di tutti. Alberi che potrebbero, se trattati in modo scientifico e non approssimativo, vista peraltro la grande carenza di verde in città possono rendere la città più bella migliorando di molto la qualità della vita di tutti i cittadini sia, per la loro presenza che grazie al fatto che emanano ossigeno e ripuliscono in parte l’aria che respiriamo dallo smog di scarico dei mezzi a combustione ed in particolare le emissioni di anidride carbonica (CO2) responsabile di numerose malattie e dell’innalzamento delle temperature sia nelle città che nel resto del pianeta, con tutti i danni che ciò provoca all’ambiente e dunque alla stessa sopravvivenza.

A questo proposito vorremmo capire – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – in merito alla consultazione denominata Democrazia Partecipata (prevista dall’art. 6 c. 1 L.R. 5 del 2014 che destina il 2% delle somme trasferite dalla Regione ai Comuni) che avrebbe dovuto essere regolata da uno specifico regolamento approvato dal Consiglio Comune, che avrebbe visto avere ragioni sulle altre tre proposte dettate dal Comune e non invece direttamente dai cittadini come prevedrebbe la legge regionale, la piantumazione di 2000 alberi di varia specie in città quanti siano stati in totale i cittadini votanti. Quello che si è saputo è che il progetto vincitore, piantumazione di 2000 alberi, avrebbe avuto il 40.7% dei voti, il secondo la riqualificazione di Porta Garibaldi il 22,9, il terzo la rigenerazione del Boschetto della Playa il 20,2 % ed il terzo Street Art solo il 15, 9% ma cosa significhi tutto ciò in termini di numero di votanti non sarebbe stato divulgato. Possiamo considerare Democrazia Partecipata

A nostro avviso la flebile comunicazione e i mezzi, tecnologici, per poter esprimere il diritto al voto di ogni singolo cittadino non sarebbero stati sufficienti e dunque non possono essere considerati coerenti con tale sorta di ‘referendum’ di democrazia diretta in quanto inevitabilmente è stata colta da pochissimi cittadini così come già è accaduto nella precedente amministrazione comunale quando avrebbe votato solo il 3% (ovvero 9.854 votanti su 300 mila cittadini: sarebbe questa la tanto decantata Democrazia Partecipativa voluta dalla Regione? ) della popolazione e la scelta sarebbe caduta sul restauro delle strutture fisiche e non solo delle spiagge libere. Proprio tale scelta ha visto pure la piantumazione sulla sabbia di diverse specie di piante che abbandonate a se stesse, hanno fatto una brutta fine ovvero sono scomparse tutte in quanto secche.

E’ questo che ci preoccupa, come ci preoccupano le palme di piazza Stesicoro che in parte sono seccate come si può vedere ed è la stessa fine che rischiano di fare della stessa specie in quanto , a nostro avviso, non sono state attenzionate e curate come si dovrebbe anche in quanto ancora in giovane età.
Dunque per ogni messa a dimora di alberi o piante in luoghi pubblici, marciapiedi, ville, giardini, parchi, a partire dai 2000 alberi di varia specie, da parte del Comune o di altra associazione che dovrebbe avrebbe a cuore il rinverdimento della città, non solo si dovranno scegliere luoghi idonei alla loro esistenza, senza il rischio che non riescano a radicarsi in modo sano a naturale e magari dopo qualche tempo scegliere di capitozzarli o eliminarli del tutto come se si trattasse di pali inerti come spesso è accaduto, ma si dovrà prevedere manutenzione idonea e a tempo indeterminato come l’ irrigazione periodica e le cure fitoterapiche e di volta in volta necessarie per ogni singola pianta e non solo fino a quando è in vita.

Mentre compiliamo il comunicato ci arriva, grazie ad un social network, una segnalazione che denuncia, con foto che si allegano, un ennesimo taglio indiscriminato della chioma di alcuni alberi presenti nell’ex Ospedale S. Bambino, nosocomio da mesi chiuso di proprietà della Regione, di cui non riusciamo a capire ancora una volta le vere e scientifiche ragioni le stesse che non hanno permesso di giustificare il taglio dei cinque pini di via Dusmet, delle palme di piazza Iolanda, degli altissimi pini di piazza Beato Angelico, dei platani secolari del monumentale Giardino Bellini; per non parlare della bellissima e ‘sacra’ Araucaria di Ognina, e così via.

Alfio Lisi
Portavoce
Free Green Sicilia

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