La confusione in materia di questioni epidemiche ormai regna sovrana, forse più in Italia che nella stessa Cina, fatte ovviamente le debite proporzioni territoriali e comportamentali in capo a ogni realtà geografica. Allo status quo, secondo il mio modestissimo parere, come del resto ho già scritto in precedenza ancor prima dei vari virologi che si sono espressi nelle varie emittenti, l’unico antidoto per fronteggiare la situazione consiste nel mettere in pratica tutti i suggerimenti sin qui indicatici dalla scienza ufficiale, non dando ascolto minimamente a qualsiasi altra fonte soprattutto di natura politica. Con questo non voglio certo criticare il pensiero di molti esponenti della politica italiana che, pure loro condividono detto pensiero (ieri sera, per esempio, tanto per citarne uno solo, Pier Luigi Bersani ha detto cose assai condivisibili nella trasmissione otto e mezzo), tuttavia in questa situazione, invero molto difficile, la politica deve stare in disparte a favore della scienza, in stretta collaborazione solo con il Ministro della Sanità, Roberto Speranza che, a mio avviso, dimostra di essere uomo saggio, pacato e molto razionale.
Circoscrivere i focolai mi pare infatti cosa oggettivamente molto sensata ad evitare che una mancanza di controllo, come suggeriscono alcuni esponenti della politica che non vorrebbero zone di protezione, significherebbe aumentare i contagi senza la possibilità di tenerli sotto controllo. Che poi ne scappi qualcuno, ciò fa parte di un fenomeno per il quale, purtroppo subentra l’imponderabilità.
Il governo Conte oggi sta lavorando molto bene malgrado le continue minacce strumentali da parte di Salvini (atteso che, a questo proposito, se non vado errato, si sono defilati sia la Meloni che Berlusconi) per cui c’è da ritenere che altra strada percorribile al fine di fronteggiare e debellare la grave epidemia in atto, non possa essere altra se non quella indicata, in primis dalla scienza e quindi dall’attuale governo.
Non mi va di sottacere che le continue strumentalizzazioni di Salvini, ma anche dell’ex presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani (tanto per citare due esponenti importanti) hanno determinato un forte sconquasso alla borsa italiana, in aggiunta a quelle europee, ma soprattutto hanno fatto schizzare lo spred da 130 a 170 punti circa, vanificando tutti i risparmi che si erano accumulati quando quest’ultimo era per l’Italia quasi accettabile.
Detto questo c’è da augurarsi nell’interesse del Paese tutto, ma anche dei suoi detrattori, che questo Governo duri fino alla fine del mandato e che, dopo le tante figuracce che stanno facendo detti detrattori, si possa finalmente tirare un sospiro di sollievo in quanto anche il più sfortunato degli ipovedenti vede che, rebus sic stantibus, l’Italia corre gravi e, forse irrimediabili, rischi socio-economici, oltre che politici.

Arnaldo De Porti

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