La puntata trasmessa ben 5 anni parlava di un gruppo di ricercatori cinesi che per “motivi di studio”, aveva innestato una proteina presa dai pippistrelli sul virus del Sars ricavato da topi. Nel regime comunista più spregiudicato del mondo, appare lapalissiano che il laboratorio era stato incaricato dal partito unico di sperimentare una delle infinite “armi chimiche”, atte a contrastare in caso di necessità o guerra, gli imperi nemici Americano e Russo. Poi l’imprevisto, o meglio l’infettazione casuale di un ricercatore, ha dapprima contagiato le zone circostanti il laboratorio di Wuhan e successivamente il resto del pianeta. Sfortuna ha voluto che l’Italia fosse tra le nazioni più colpite. Una vera iella ha pensato la classe dirigente cinese che nel mese di novembre 2019, grazie al ministro degli Esteri Di Maio aveva chiuso accordi agro alimentari per decine di milioni di euro. Senso di colpa che ha indotto la Cina a donare migliaia di mascherine al Dipartimento della Protezione Civile. Altro che disinteressata solidarietà al popolo italiano. Una mera sorta di compensazione ad un proficuo partner commerciale che a differenza di altri, non ha perso tempo in sterili polemiche sui diritti umani, ma ha puntato dritto al riempimento delle reciproche tasche.
Gianni Toffali

 

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