Pregare.

Pregare non vuol dire soltanto
pregare.
Vivere ogni giorno la vita
la propria e l’altrui,
come bene infinito
e finito,
da tutelare.
Vivere il rispetto
e l’amore,
per gli altri,
anche soltanto
con un gesto gentile,
una parola,
detta al momento giusto
e la capacità di capire
che il litigio
fisico
o virtuale
è da evitare.
Essere forti
non significa
come tanti vogliono credere
il proliferare
di gesti villani,
di mani alzate a colpire
e voci irritate.
E’ piuttosto
il silenzio
che vuol dire assenso
e comprensione,
oltre che per la propria
anche per l’altrui ragione
Però,
come sperare che accada
se l’essere umano
non ha fede,
non soltanto in un Dio buono,
morto per lui,
ma anche nella preghiera
alzata al mattino,
per benedire il consueto
e restare vicino
a chi si ama.
Noi non siamo ammalati
per una punizione divina.
E’ un virus umano
che colpisce le genti.
Gli atei e i credenti.
Dobbiamo soltanto capire
che occorre cercare di vivere
laddove sono in tanti a morire.
Capire che il mondo soffre
e restare forti,
facendo ciò che possiamo fare.
A volte non è proprio tanto:
restare a casa,
restare sereni
e, se si è credenti,
pregare.

Bianca Fasano 27/03/2020.

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