Se vi è una terra nella quale fede, tradizione e tolleranza si incontrano questo posto si chiama Marocco. Una terra d’islam, una terra dove le culture arabo islamiche, ebraiche , Amazigh e cristiane si incontrano , dialogano e costruiscono una società che, mi auguro possa essere un modello non solo per il Nord Africa ma per tutto il mondo. Far conoscere il Marocco, per usare un termine, di questi tempi di uso comune, vuole dire portare la pandemia della tolleranza.
Un anno fa Papa Francesco compiva il suo viaggio in Marocco, ma non è stato l’unico pontefice a mettere piede in queste terre. Cercherò in poche righe di ripercorre i legami tra i Capi della Chiesa Cattolica e questa terra d’islam. Il primo in ordine cronologico fu Papa Silvestro II , nato Gerberto di Aurillac (Aurillac, 940-950 circa – Roma, 12 maggio 1003), è stato il 139º papa della Chiesa cattolica dal 999 fino alla morte. Nato da una famiglia di umili condizioni si dimostrò una persona di grande intelligenza, cosa che non sfuggì al Conte di Barcellona dove a 17 anni entrò subito in contatto con il mondo arabo islamico . Qualche tempo dopo fu inviato a Cordova, capitale allora dell’Andalusia Omayyade dove apprese l’astronomia , successivamente passò al monastero di Ripoli nel quale si stavano traducendo dall’arabo i testi di filosofia greca che in Occidente erano andati perduti . Dopo un’ulteriore passaggio da Cordova raggiunge Fez per studiare presso la prestigiosa università. La storiografia gli attribuisce l’introduzione in occidente dell’attuale numerazione oltre alla riscoperta in Occidente , tramite la cultura arabo marocchina della cultura classica. Qualche secolo dopo nel 1950 l’allora Nuzio a Parigi , Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXII) si recò privatamente in Marocco visitando Rabat e Fez.
Ma è con Giovanni Paolo II che le relazioni con tra la Santa Sede il Marocco diventano strette, nel aprile del 1980 , per la prima volta un Sovrano del Marocco, S.M Hassan II si reca in visita ufficiale al capo della chiesa cattolica, un evento di portata epocale. Sia perché mai un Sovrano di un Paese Mussulmano aveva mai varcato le porte dei Sacri Palazzi, ma soprattutto essendo il Re del Marocco , anche “Guida dei Credenti” l’incontro permise di iniziare il vero dialogo tra islam e cattolicesimo portandolo ai massimi livelli. Nel 1984 Sua Maestà Hassan II, firma il decreto sullo status della Chiesa Cattolica in Marocco . In questo breve resoconto non possiamo dimenticare le immagini del 1985 con 80 mila giovani mussulmani a Casablanca in silenzio ad ascoltare le parole di tolleranza e speranza del primo pontefici in terra marocchina .
Questo breve resoconto storico , serve solo a rammentare come il viaggio di Papa Francesco e la nomina dell’Arcivescovo di Rabat al rango cardinalizio sono il frutto di un lungo cammino, sono la testimonianza di come una piccola comunità (quella cattolica in Marocco) possa essere modello per altre comunità cristiane e come una Nazione , il Marocco possa essere modello per un nuovo mondo possibile . Un mondo dove le religioni abramitiche siano un albero che può produrre tanti frutti. Frutti di Pace, dialogo, convivenza
Marco Baratto
Incontri Culturali Franco Italiani

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