Credo che vada spesa non solo una parola di apprezzamento e rispetto sui passi che sta facendo questo governo a guida Giuseppe Conte, ma gli venga anche riconosciuto, senza se e senza ma, che,  rebus sic stantibus, al suo posto,  nessuno, ripeto nessuno, sarebbe stato in grado di fronteggiare l’attuale situazione che, oltre ad avere dell’incredibile quanto ad immani difficoltà nel gestire governo e pandemia, presenta risvolti che, anche guazzando per ipotesi in ricchezze statali da sperperare,  non permette anche adesso di tracciare un percorso per colpa di una pandemia in itinere. E questo, permettetemi, è il mio convinto pensiero, peraltro già espresso non solo in questo giornale, ma anche inoltrandolo direttamente al nostro primo ministro, direttamente all’università presso la quale insegna.

Dico questo ovviamente senza fare un discrimine con altri politici che pur esistono e con ottime qualità, tuttavia mi par di poter dire in questo caso che anche l’aspetto fisico ed espressivo, al di là delle capacità di Giuseppe Conte, ha determinato un certo timore reverenziale in capo ai paesi dell’unione europea al punto da meditare più di una volta sulle sue proposte. E’ di queste ore una sorta di ammorbidimento delle posizioni con riferimento agli aiuti economici fra stati membri che devono aver recepito, Germania compresa, che se non si fa come dice lui in questa situazione l’europa corre il rischio oggettivo di disgregarsi per far rinascere nazionalismi da sempre fonti di conflittualità di ogni sorta, vanificando così il principio per il quale, ad opera dei lungimiranti fondatori , si era dato i natali all’Unione.

Detto questo, oserei dire che Giuseppe Conte,quanto a pensiero politico,  andrà sicuramente accostato ai vari De Gasperi, Schumann, Spinelli, Monnet, Bech e Spaak, personaggi tutti che ho voluto ricordare in questa sede, realtà questa che va da subito ascritta alla storia.

Con una punta di nostalgia, ma anche di vergogna nei confronti di coloro che oggi vogliono disgregare l’Unione, realtà che, nel mio piccolo,  ho seguito ai tempi della costituenda Europa dei Sei nella magnifica Isola di San Giorgio, a Venezia,  mi determinerebbe un dolore….pandemico.  (V. foto Isola San Giorgio, Venezia e attestato degli Studi  su Europa dei Sei)

ARNALDO DE PORTI

(Belluno-Feltre)

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