Nino Bellinvia

COLLAGE FOTOGRAFICO

Il maestro Giuseppe Messina è un noto artista siciliano (è di Barcellona Pozzo di Gotto) che spazia in diversi campi (arte, scultura, pittura, poesia, teatro, cinema…).

L’abbiamo sentito telefonicamente ed è stato spontaneo chiedergli come stia trascorrendo il tempo in questo periodo in cui, a causa del Coronavirus, tutti siamo giustamente obbligati, per decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a restare in casa, salvo per motivi importanti. Infatti come tutti, o quasi, esce di di casa soltanto per motivi eccezionali. “Personalmente non sto sentendo molto oppressivo l’attuale condizionamento (ci ha voluto sottolineare), a differenza di altri che, come apprendo dai social, trovano insopportabile la costrizione e spesso, tanti sono tentati di infrangere le regole. Sinceramente a costoro vorrei dire che contravvenendo a quello che detta il decreto, si rischia di incorrere in pesanti sanzioni, ma cosa più grave si rischia di infettarsi e poi di infettare altri. Tutti dovremmo sapere che il denominato SARS-CoV- 2, appartenente alla famiglia dei Coronavirus, è il pericoloso agente infettante causa della COVID-19 ormai pandemica. Perciò consiglio di stare a casa per evitare di incorrere nell’infezione e qualora si è costretti ad uscire è bene essere muniti di mascherina e di guanti monouso poiché il virus non ha l’abitudine di farsi vedere o sentire”.

“Per te, quindi, caro Pippo (come amichevolmente lo chiamo) non è fastidioso restare in casa?”

 “Assolutamente no, perché trovo sempre qualcosa da fare. Se non leggo, consulto i social per tenermi informato sull’attualità. Purtroppo su tali mezzi di comunicazione di massa, oltre le notizie utili, mi rendo conto circola tanta falsità cosi bene combinata che non credo siano tutti capaci di rendersene conto”.

Poi si è aperto nei miei confronti, dicendo: “Caro Nino, come tu sai, non ho tessera di alcun partito politico e non tifo per qualcuno; come ho più volte ripetuto io faccio un tifo viscerale soltanto per la verità, quella di cui il mondo ha sempre avuto primario bisogno, ma spesso gli è negata. Comunque so distinguere l’utile e il non utile, il bello dal brutto e il buono dal cattivo e, grazie a tale prerogativa, in questo periodo grave mi rendo conto che ci sono troppi mistificatori che, approfittando del Coronavirus, divulgano bugie con l’intento di affossare, il governo che non mi pare stia operando male: tocca constatare come tanti politicanti, sia della cosiddetta destra che dalla cosiddetta sinistra che, prima dell’avvento del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, abbiano svenduto l’Italia agli affaristi e smantellato la sanità pubblica, che è gestita dalle Regioni, a favore della privata in cambio di tangenti e campagne elettorali in omaggio”.

E ci ha precisato che in questo periodo si tiene impegnato, dipingendo e scrivendo. Infatti, ha approfittato di ultimare un poemetto in versi endecasillabi e settenari, “L’inno alla vita”, e a dipingere molto. Su commissione del figlio Salvatore e con l’approvazione della moglie Nerina, sta realizzando un tomo, un librone con le pagine misuranti cm 50 X 70 in tela dipinta.

Praticamente ogni pagina è un quadro e sull’immagine dipinta si possono leggere dei versi che hanno senso compiuto in ogni pagina, e leggendo tutte le pagine, si forma un poema.

Naturalmente, mi sento in dovere di precisarlo, il tomo del maestro Messina sarà una vera opera d’arte con la copertina in multistrato ligneo ricoperto di pelle e con su montato un altorilievo in bronzo di cui ha già realizzato (come ci ha detto l’artista) l’originale in gesso.

“Mio figlio desidera che quest’opera debba essere esposta su un leggio artistico in occasione del mio 55° anniversario di attività artistica (ci ha detto) che dovrebbe essere tra due anni e poi posizionata nel mio “Oikos Museion”, la mia casa museo”.

I dipinti, in numero di 35, rappresentano scene surreali simboliche che manifestano il l’attaccamento dell’artista all’arte classica, ma alcuni rappresentano vere e proprie denunce dell’abbandono della classicità e della bellezza del paesaggio.

  Ha concluso dicendoci che praticamente l’arte gli è compagna di viaggio in questo periodo in cui impera il Coronavirus.

“Credo che, data la situazione, per non sentire la pesantezza degli “arresti domiciliari”, ciascuno dovrebbe trovare qualcosa da fare; tutti dovremmo dedicare il nostro tempo facendo qualcosa di utile, magari soltanto a leggere e, quando nulla si riesca a creare, basta dedicarsi a fare un po’ di ginnastica, un po’ di salutare movimento per non poltrire apaticamente”.

Nel chiudere la telefonata non è mancato il mio ringraziamento, anche a nome dei lettori, all’amico Giuseppe Messina di cui riportiamo alcune brevissime notizie biografiche curate dalla professoressa Maria Torre.

Giuseppe Messina, nasce in quella millenaria Gala, frazione del comune di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, già sede dell’importante monastero dei padri Basiliani fino al 1779. Nella seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso lascia la Sicilia per trasferirsi a Roma dove entra in contatto con il grande mondo della cultura e, quindi, può aprirsi a più vaste conoscenze. Egli è scultore e pittore, infatti ha realizzato pregevoli opere che possono essere ammirate in esposizioni pubbliche e private in Italia – dove ha esposto assieme ad artisti come S. Fiume, E. Calabria, R. Guttuso, R. Brindisi ed altri grandi – ma anche all’estero (Russia, Argentina, Sud Africa, Australia, Canada, U. S. A., Inghilterra, Malta e diverse altre città europee); ma ha al suo attivo anche la realizzazione di opere pubbliche. (…)
Giuseppe Messina è anche autore di diverse opere teatrali, infatti oltre a “Nel Mitico regno di Eolo” (Libera riduzione del primo poema) ha scritto “Lamento Per Placido Mandanici”, “Testamento teatrale”, “Non sono Cyrano di Bergerac”, “Nel segno di Socrate” e altre. Più che altro egli si definisce scultore, infatti ha realizzato diverse opere in legno, in pietra arenaria, in granito, in ossidiana e in bronzo: è in pietra arenaria di Lecce “Ciclope nel vento” donato alla sua città nel 2002; in bronzo sono le dodici sculture realizzate per illustrare il suo primo poema, e nello stesso materiale sono i monumenti, sia quello dedicato a Nello Cassata, storico della città di Barcellona Pozzo di Gotto, che quello in onore dell’eroe della prima guerra mondiale Luigi Rizzo sul porto di Milazzo, così come altre opere funerarie. L’artista ha lanciato l’idea che ha portato all’istituzione del “Premio Città di Barcellona Pozzo di Gotto” per cui ha creato e donato lo stesso trofeo bronzeo “Longano”, simbolo della città, con il quale sono stati insigniti: lo storico Santi Correnti, lo scienziato Antonino Zichichi, Donatella Bianchi, conduttrice di “Linea Blu” e l’attrice Francesca Chillemi “Miss Italia” 2003.(…) Nel 2006, in occasione del suo quarantesimo anniversario di attività artistica, gli è stata conferita la Targa d’Argento della Presidenza della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Tanti e tante altre e opere e numerosi premi. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua attività artistica e culturale (2017), il mondo culturale della provincia di Messina l’ha onorato esponendo le sue opere di pittura, scultura e grafica nel nuovo Teatro “Placido Mandanici” di Barcellona Pozzo di Gotto. Da 24 anni presidente del Mo.Di.Cu. (Movimento per la Divulgazione Culturale), da lui stesso fondato.

Nelle foto: l’artista M° Giuseppe Messina; un collage con quattro opere create in questi giorni.

Nino Bellinvia

Un noto artista siciliano che con le sue numerose opere onora il mondo della Cultura. Il maestro Giuseppe Messina è un noto artista siciliano (è di Barcellona Pozzo di Gotto) che spazia in diversi campi (arte, scultura, pittura, poesia, teatro, cinema…).

L’abbiamo sentito telefonicamente ed è stato spontaneo chiedergli come stia trascorrendo il tempo in questo periodo in cui, a causa del Coronavirus, tutti siamo giustamente obbligati, per decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a restare in casa, salvo per motivi importanti. Infatti come tutti, o quasi, esce di di casa soltanto per motivi eccezionali. “Personalmente non sto sentendo molto oppressivo l’attuale condizionamento (ci ha voluto sottolineare), a differenza di altri che, come apprendo dai social, trovano insopportabile la costrizione e spesso, tanti sono tentati di infrangere le regole. Sinceramente a costoro vorrei dire che contravvenendo a quello che detta il decreto, si rischia di incorrere in pesanti sanzioni, ma cosa più grave si rischia di infettarsi e poi di infettare altri. Tutti dovremmo sapere che il denominato SARS-CoV- 2, appartenente alla famiglia dei Coronavirus, è il pericoloso agente infettante causa della COVID-19 ormai pandemica. Perciò consiglio di stare a casa per evitare di incorrere nell’infezione e qualora si è costretti ad uscire è bene essere muniti di mascherina e di guanti monouso poiché il virus non ha l’abitudine di farsi vedere o sentire”.

“Per te, quindi, caro Pippo (come amichevolmente lo chiamo) non è fastidioso restare in casa?”

 “Assolutamente no, perché trovo sempre qualcosa da fare. Se non leggo, consulto i social per tenermi informato sull’attualità. Purtroppo su tali mezzi di comunicazione di massa, oltre le notizie utili, mi rendo conto circola tanta falsità cosi bene combinata che non credo siano tutti capaci di rendersene conto”.

Poi si è aperto nei miei confronti, dicendo: “Caro Nino, come tu sai, non ho tessera di alcun partito politico e non tifo per qualcuno; come ho più volte ripetuto io faccio un tifo viscerale soltanto per la verità, quella di cui il mondo ha sempre avuto primario bisogno, ma spesso gli è negata. Comunque so distinguere l’utile e il non utile, il bello dal brutto e il buono dal cattivo e, grazie a tale prerogativa, in questo periodo grave mi rendo conto che ci sono troppi mistificatori che, approfittando del Coronavirus, divulgano bugie con l’intento di affossare, il governo che non mi pare stia operando male: tocca constatare come tanti politicanti, sia della cosiddetta destra che dalla cosiddetta sinistra che, prima dell’avvento del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, abbiano svenduto l’Italia agli affaristi e smantellato la sanità pubblica, che è gestita dalle Regioni, a favore della privata in cambio di tangenti e campagne elettorali in omaggio”.

E ci ha precisato che in questo periodo si tiene impegnato, dipingendo e scrivendo. Infatti, ha approfittato di ultimare un poemetto in versi endecasillabi e settenari, “L’inno alla vita”, e a dipingere molto. Su commissione del figlio Salvatore e con l’approvazione della moglie Nerina, sta realizzando un tomo, un librone con le pagine misuranti cm 50 X 70 in tela dipinta.

Praticamente ogni pagina è un quadro e sull’immagine dipinta si possono leggere dei versi che hanno senso compiuto in ogni pagina, e leggendo tutte le pagine, si forma un poema.

Naturalmente, mi sento in dovere di precisarlo, il tomo del maestro Messina sarà una vera opera d’arte con la copertina in multistrato ligneo ricoperto di pelle e con su montato un altorilievo in bronzo di cui ha già realizzato (come ci ha detto l’artista) l’originale in gesso.

“Mio figlio desidera che quest’opera debba essere esposta su un leggio artistico in occasione del mio 55° anniversario di attività artistica (ci ha detto) che dovrebbe essere tra due anni e poi posizionata nel mio “Oikos Museion”, la mia casa museo”.

I dipinti, in numero di 35, rappresentano scene surreali simboliche che manifestano il l’attaccamento dell’artista all’arte classica, ma alcuni rappresentano vere e proprie denunce dell’abbandono della classicità e della bellezza del paesaggio.

  Ha concluso dicendoci che praticamente l’arte gli è compagna di viaggio in questo periodo in cui impera il Coronavirus.

“Credo che, data la situazione, per non sentire la pesantezza degli “arresti domiciliari”, ciascuno dovrebbe trovare qualcosa da fare; tutti dovremmo dedicare il nostro tempo facendo qualcosa di utile, magari soltanto a leggere e, quando nulla si riesca a creare, basta dedicarsi a fare un po’ di ginnastica, un po’ di salutare movimento per non poltrire apaticamente”.

Nel chiudere la telefonata non è mancato il mio ringraziamento, anche a nome dei lettori, all’amico Giuseppe Messina di cui riportiamo alcune brevissime notizie biografiche curate dalla professoressa Maria Torre.

Giuseppe Messina, nasce in quella millenaria Gala, frazione del comune di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, già sede dell’importante monastero dei padri Basiliani fino al 1779. Nella seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso lascia la Sicilia per trasferirsi a Roma dove entra in contatto con il grande mondo della cultura e, quindi, può aprirsi a più vaste conoscenze. Egli è scultore e pittore, infatti ha realizzato pregevoli opere che possono essere ammirate in esposizioni pubbliche e private in Italia – dove ha esposto assieme ad artisti come S. Fiume, E. Calabria, R. Guttuso, R. Brindisi ed altri grandi – ma anche all’estero (Russia, Argentina, Sud Africa, Australia, Canada, U. S. A., Inghilterra, Malta e diverse altre città europee); ma ha al suo attivo anche la realizzazione di opere pubbliche. (…)
Giuseppe Messina è anche autore di diverse opere teatrali, infatti oltre a “Nel Mitico regno di Eolo” (Libera riduzione del primo poema) ha scritto “Lamento Per Placido Mandanici”, “Testamento teatrale”, “Non sono Cyrano di Bergerac”, “Nel segno di Socrate” e altre. Più che altro egli si definisce scultore, infatti ha realizzato diverse opere in legno, in pietra arenaria, in granito, in ossidiana e in bronzo: è in pietra arenaria di Lecce “Ciclope nel vento” donato alla sua città nel 2002; in bronzo sono le dodici sculture realizzate per illustrare il suo primo poema, e nello stesso materiale sono i monumenti, sia quello dedicato a Nello Cassata, storico della città di Barcellona Pozzo di Gotto, che quello in onore dell’eroe della prima guerra mondiale Luigi Rizzo sul porto di Milazzo, così come altre opere funerarie. L’artista ha lanciato l’idea che ha portato all’istituzione del “Premio Città di Barcellona Pozzo di Gotto” per cui ha creato e donato lo stesso trofeo bronzeo “Longano”, simbolo della città, con il quale sono stati insigniti: lo storico Santi Correnti, lo scienziato Antonino Zichichi, Donatella Bianchi, conduttrice di “Linea Blu” e l’attrice Francesca Chillemi “Miss Italia” 2003.(…) Nel 2006, in occasione del suo quarantesimo anniversario di attività artistica, gli è stata conferita la Targa d’Argento della Presidenza della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Tanti e tante altre e opere e numerosi premi. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua attività artistica e culturale (2017), il mondo culturale della provincia di Messina l’ha onorato esponendo le sue opere di pittura, scultura e grafica nel nuovo Teatro “Placido Mandanici” di Barcellona Pozzo di Gotto. Da 24 anni presidente del Mo.Di.Cu. (Movimento per la Divulgazione Culturale), da lui stesso fondato.

Nelle foto: l’artista M° Giuseppe Messina; un collage con quattro opere create in questi giorni.

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