A fronte di una pandemia internazionale ACS fa appello alla rete
altrettanto internazionale della preghiera

La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, a fronte della crisi globale innescata dalla pandemia del coronavirus, dopo aver stanziato 5 milioni di euro per il finanziamento di specifici progetti e dopo aver fatto appello ai propri benefattori affinché venisse affidata ai sacerdoti perseguitati la celebrazione di Messe per la liberazione dal contagio, ha coinvolto gli ordini contemplativi per una grande, corale azione di preghiera per ottenere guarigione e conforto per quanti soffrono a causa del COVID19.

La risposta non si è fatta attendere. In due giorni 35 comunità, di cui tre maschili, hanno risposto all’appello di ACS. Si tratta delle Carmelitane di Morondava (Madagascar), di Tanger (Marocco), di Jalingo (Nigeria), di Kiev (Ucraina), di Figuil (Camerun), di Sarajevo (Bosnia Erzegovina), di Natal (Brasile), di Sofia (Bulgaria), del Monastero “La Natividad del Señor” (Venezuela) e di Florida (Uruguay), dei Carmelitani Scalzi dell’Indonesia, di monasteri di Benedettine in Etiopia, a Koubri (in Burkina Faso), a Lolo (Ciad), a Dzogbégan (Togo) e a Zhytomyr (Ucraina), di un monastero di Benedettini nello Sri Lanka, delle Suore Redentoriste di Lemberg (Ucraina), di Kiri (Repubblica Democratica del Congo), di Bobo Dioulasso (Burkina Faso), di Diabo e Fada N’Gourma in Burkina Faso, delle Visitandine di Ruyigi (Burundi), delle Domenicane di Kwito-Bié (Angola), di Douala (Camerun), delle Clarisse di Xai Xai (Mozambico), di Luanda e di Malanje (Angola), di Brestovsko (Bosnia Erzegovina), di Libreville (Gabon), di Mbujimayi (Repubblica Democratica del Congo) e dell’Indonesia, delle Monache contemplative Giustiniane di Arequipa (Perù), delle Novizie di Veliky Birky (Ucraina), del Rosarian Regionalate dello Sri Lanka e dell’Associazione Nostra Signora di Coromoto del Venezuela e i Caraibi. A questo numero si stanno progressivamente aggiungendo altre comunità.

«Si tratta di una grande rete internazionale di preghiera, costantemente attiva anche se lontana dai riflettori, ma che oggi intensifica la propria preghiera di intercessione per ottenere la liberazione da questa pandemia che causa molti lutti e sofferenze e che ostacola anche la normale attività ecclesiale», ha commentato Alessandro Monteduro, Direttore di ACS Italia.

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