Ho il piacere di aver diversi lettori delle mie più o meno interessanti argomentazioni, in particolare nella data di ieri 9 aprile, ove in un articolo dello stesso giorno, esprimevo delle perplessità sulle cause oggettive di un troppo elevato numero di morti attribuibili solo al Coronavirus.

Devo dire che alcuni sono rimasti sorpresi, altri  hanno riferito che già lo sapevano, altri ancora come il sottoscritto, si sono-ci siamo meravigliati più dei tanti numeri mortali che delle possibili cause che, come ho detto ieri, ho poi approfondito e forse chiarito convincendomi.

Ad ogni fine utile, stante la complessità della terminologia medico-scientifica, ritengo opportuno ripetere, in termini facili e comprensibili,  la risposta che mi è stata data da persone certamente competenti, o comunque alla pari di quelle che, un  giorno sì ed altro pure, fanno cattedra in televisione.

Oggi non servono a nulla le rianimazioni, le intubazioni-ventilazioni che, non va dimenticato, c’è stata una guerra per avere questo materiale, spostando persino tecnici dal…Quatar, in quanto:

al 90-100% dei casi, chi sta male e si presenta d’urgenza in ospedale per sospetto o sicuro  coronavirus, è portatore di trombo-embolia nelle vene dei polmoni (trombo-embolia venosa generalizzata, si dice in termini scientifici) per cui è assolutamente inutile, anzi dannoso, ventilare i polmoni laddove il sangue non arriva: così facendo, anziché far respirare si toglie il respiro !!! E, da sospettoso professionalmente in veste di giornalista, potrei pensare all’ipotesi, invero molto terribile, che…… unica labile attenuante per la classe medica, come ho scritto ieri, sta nel fatto che in condizioni di assoluta precarietà ed improvvisazione del personale sanitario, come ho raccontato ieri di soli due cardiologi costretti a fare …simil gare podistiche attorno a 150 letti, magari nella consapevolezza che nella fattispecie la competenza era del pneumologo e non del cardiologo o viceversa a seconda delle condizioni del malato,  allora incomincerei col parlare di responsabilità sociale, con dentro anche chi scrive,  in aggiunta al….distaccamento sociale (ma quest’ultima è una boutade).

Detto questo, in base quanto mi è stato riferito, molti trattamenti  avrebbero potuto essere fatti a domicilio, evitando così anche il rischio trombotico (salvo per casi gravi).

Va anche detto a conclusione di questa chiarificazione che, redazione permettendo,  essa sarà oggetto di qualche sviluppo in altre direzioni, in quanto la patologia in atto, in pochi giorni, sembra aver risolto, quanto al clima ed all’aria, quanto non hanno risolto in decenni e decenni i soloni della politica nei vari convegni mondiali, ultimo a Parigi. E non è da escludere che, dopo ciò che sta succedendo,  anche la politica, l’economia, la cultura ed il sociale non subiscano una svolta in tempi brevi, badando di fare attenzione all’ipotesi non del tutto scontata che, dopo le epidemie vengono a galla poteri autoritari, fin qui considerati morti, o quasi.

Una ciliegina da ex-veneziano: vedere le anatre sguazzare sul Canal Grande di Venezia, pulito e trasparente come non mai,  la dice lunga…: esse sembrano  voler impartire una lezione ai “grandi” della terra che si sono incontrati a Parigi per  un Convegno sul clima,  promosso dall’ONU e regolarmente fallito !  Mentre le anatre, da un singolare contraltare,  sembrano dare loro un incipit…

ARNALDO DE PORTI

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