Leggendo il “Riformista”, mi par di aver conferma netta di quanto da un paio di mesi sto scrivendo su “Politicamentecorretto” in relazione all’attendibilità di certi scienziati che io, scarsamente convinto delle loro affermazioni, ho definito i “cosiddetti soloni della scienza”. Dicevo che la loro continua presenza nelle varie tv, anche nazionali, molto probabilmente copriva un po’ del loro  sindacabile sapere scientifico a tutto vantaggio di una loro maggiore visibilità in tv, tant’è che, coincidenza curiosa, il giornale “Il Riformista”, supportato dai risultati rilevati dal database scientifico Scopus, riferendosi agli scienziati,  scrive che tra quelli meno quotati ci sono proprio i diversi virologi più presenti in televisione.

Non solo, analogamente, detto giornale aggiunge che  i professori più presenti nei media raramente hanno un punteggio alto, mentre quelli più in alto nella classifica (che non appaiono in tv)  non sono  consulenti del governo e sono poco presenti in televisione.

Il sistema di valutazione contempla una mediocrità che si assesta sui 50 punti e un’autorevolezza solida sopra gli 80. I primi italiani sono: Alberto Mantovani dell’Humanitas con 167 punti, Giuseppe Remuzzi dell’Istituto Mario Negri a quota 158, Luciano Gattinoni dell’Università di Gottingen a 84.  Tutti gli altri, e sono tanti, ed in questi ci sono le facce più conosciute in televisione,  essi appaiono al di sotto della sufficienza con un punteggio che deve destare ansia e preoccupazione in chi ha creduto alle loro argomentazioni, anche perché, per questi ultimi,  i punteggi appaiono piuttosto bassi, fino a lambire quasi gli ultimi posti di detta classifica mondiale.

Detto questo, senza essere medico e tantomeno scienziato in materia, mi par di dover riconfermare la mia ormai atavica sensazione e cioè che, al di là dei risultati rivenienti dalle nuove ricerche sul virus per il quale non si sa ancora nulla di preciso, che ci si doveva tranquillizzare sin dalla sua comparsa in base alla teoria che un qualsiasi virus nasce ma poi muore anche ed abbastanza in fretta, salvo che non venga favorita la sua propagazione attraverso l’ignoranza, la mala informazione, una necessaria protezione: esattamente come è successo, o meglio, come sta succedendo attraverso il distanziamento sociale, le mascherine i guanti e così via.

Di certo, ad oggi, 4 maggio 2020, ore 10.15,  mentre sto scrivendo, siamo praticamente allo statu quo ante quanto a conoscenza del Covid-19 per cui, anche se non mi piace dirlo a causa della scarsa considerazione che nutriamo verso la politica italiana (fatte salve le eccezioni che pur ci sono ed importanti !)  vorrei dire che sin qui ha fatto di più la politica che la scienza, se non altro perché, i tentativi, seppur formalmente coadiuvati dalla scienza, soprattutto, almeno a mio avviso, per togliersi qualche responsabilità, sono serviti più della scienza stessa che, andando in televisione dalla mattina alla sera, ha rovinato la salute psico-fisica del popolo italiano.

Ne è prova che molti già da adesso hanno bisogno di psicofarmaci per riguadagnare una tranquillità “apparente”, non sottacendo che, a mio avviso, andando a sensazione come faccio spesso azzeccandone i risultati, che molti e molti morti si potevano evitare per i motivi che ho scritto più volte nei miei editoriali precedenti e che ora confermo (concentrazione ospedaliere e dei virus, ventilatori indistintamente quasi a tutti i malati anche in presenza di trombo-embolie polmonari), in base ad un protocollo che, forse per ansia, mancanza di tempo, comprensibile nervosismo e paura del contagio da parte di un personale stressato e confuso) non poteva certo dare risultati migliori.  Sarebbe successo anche a me.

Che ora la magistratura stia indagando su questo, poco importa a chi  deve piangere i suoi Cari (siano essi ricoverati che la stessa classe medica e paramedica) e, permettetemi di concludere dicendo che queste cose non si connotano certo col senno di poi…

Arnaldo De Porti

(Belluno-Feltre)

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