L’emergenza sanitaria del Covid19 ha acuito la crisi del settore dei lavori pubblici con inevitabili conseguenze in termini di occupazione e di sopravvivenza delle aziende e tra i principali interventi, peraltro da sempre, richiesti dagli operatori per arginare tale situazione, ha rivestito, e riveste a maggior ragione in questo momento storico, priorità assoluta la richiesta di pagamento dei crediti delle imprese da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Tra le varie voci di credito, il cui pagamento viene reclamato a gran voce dalle organizzazioni imprenditoriali, vi sono anche quelle derivanti dalla definizione di contenziosi che scontano i tempi molto lunghi delle procedure giudiziarie e l’Anas, in particolare, è una delle stazioni appaltanti più importanti ed esposte a causa della pendenza di contenziosi che hanno raggiunto cifre considerevoli.

Il codice dei contratti pubblici prevede che le controversie tra le imprese e l’Anas possano essere risolte mediante accordi bonari e transazioni, ma anche i tempi di queste procedure, sebbene nate con intento deflattivo del contenzioso e con lo scopo di consentire alle imprese il raggiungimento di una soluzione veloce che si traduca in liquidità, sono oggi particolarmente lunghe e complesse e rischiano di tradursi, comunque, per le imprese nel danno per evitare il quale erano nate. Il che riflette in maniera particolarmente negativa la sua ombra in un momento così delicato ed economicamente difficile.

Questo il motivo per cui, condividendo la preoccupazione di molte imprese crotonesi del settore, la deputata Barbuto ha ritenuto di dover presentare una interrogazione sul tema al Ministero dei Trasporti presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

«Non sono rimasta particolarmente soddisfatta della risposta fornita, per conto del Ministero, dal sottosegretario Traversi al quale ho ribadito che gli accordi bonari non si concludono quasi mai nei 90 giorni previsti dal codice e le transazioni scontano tempi biblici che spesso si concludono con motivazioni inadeguate e rischiano di tradursi, oltre che in un danno per gli imprenditori, anche in un danno erariale del quale nessuno finisce per rispondere poiché, raramente, viene avviata l’azione di rivalsa nei confronti del responsabile».

«Ecco perché ho ritenuto, in occasione dell’approvazione del decreto c.d. liquidità, di presentare un ordine del giorno a mia firma, approvato dall’aula ieri 27 maggio 2020, ordine del giorno che impegna il Governo ad adoperarsi affinché l’istruttoria delle proposte di transazione si svolga in tempi celeri con adeguata motivazione conclusiva anche al fine di scongiurare ipotesi di danno erariale.  Ma non è finita qui, conclude Barbuto, nei prossimi giorni incontrerò in videoconferenza i funzionari dell’Anas con i quali affronterò il problema anche alla luce della recente approvazione dell’ordine del giorno».

Elisabetta Barbuto (M5S Camera Commissione Trasporti)

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