Il regime iraniano ha riaperto i siti religiosi, dopo l’annuncio fatto precedentemente dal presidente Hassan Rouhani. Tale decisione  rientra nel piano criminale, messo in atto dai mullah per contenere rivolte e manifestazioni popolari contro il loro dominio aberrante. Così , qualche tempo fa abbiamo visto riaprire le attività economiche per lo stesso motivo: sopprimere ogni tentativo di dissenso. Tutto ciò porterà, a breve,  ad un aumento incontrollabile del contagio da covid-19 tra la popolazione con conseguente incremento dei decessi; infatti la People’s Mojahedin Organizzativo of Iran( PMOI, Mojahedin- e Khalq o MEK) ha stimato in circa 44.000 le persone che, finora, hanno perso la vita per il coronavirus in Iran.

Se torniamo indietro di qualche mese, ricorderemo tutti le prime vittime di covid-19  avvenute a Qom, città santa per gli sciiti, perché qui si trova il santuario di Masoumeh, sorella dell’ottavo imam sciita Reza, il quale è sepolto a Mashhad, altra città sacra dell’Iran. La volontà, da parte del regime , di lasciare libero accesso ai luoghi di preghiera fece esplodere l’epidemia da coronavirus nell’intero paese.

Possiamo dedurre , anche questa volta,che riaprire i siti di culto non è una scelta religiosa, come riprendere le attività produttive non è stata una scelta economica, ma entrambe rientrano nel piano politico del regime che, come abbiamo detto, ha come unico scopo la repressione del popolo iraniano. Mettere tutti in quarantena, senza un welfaire adeguato per sostenere le fasce più disagiate della popolazione, ha dato vita a numerose rivolte e manifestazioni popolari contro i mullah, i quali avvertendo che il loro potere vacillava si sono affrettati a riaprire tutto e subito, imcuranti fella salute dei cittadini.

Ora lo stesso scenario si ripete con la riapertura dei luoghi di culto, anche questa è una scelta politica.Dalla rivoluzione anti- monarchica del 1979,il regime dei mullah, con una visione erronea e nefasta dell’Islam, si è servito dei siti religiosi per promuovere la sua interpretazione reazionaria e medioevale dellla religione; ha manipolato i fedeli, facendo leva sui sentimenti religiosi per saccheggiare i loro averi, mentre agli occhi di tutti appaiono come donazioni fatte in nome di Dio.

Non bisogna, inoltre, dimenticare che le moschee in tutto L’Iran sono il quartier generale delle forze paramilitari Basij e vengono anche adibiti a centri di spionaggio e oppressione..Le donazioni a scopo religioso hanno permesso al regime di creare imperi finanziari  e di sovvenzionare la repressione e il terrorismo. Behzad Nabavi, ministro di vari governi, ha dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa statale Alef il 21 settembre 2019:” Nel nostro paese ci sono quattro istituzioni che controllano il sessanta per cento della ricchezza nazional: la sede esecutiva della direttiva dell’Imam( Setad Ejraie Farman Imam o EIKO), la base di Khatam- ol- Anbiya Astan-e Quds e la Fondazione degli oppressi e dei disabili. Nessuna di queste istituzioni è in relazione con il governo e il parlamento”.

Istituzioni come Astan-e Quds Razavi vengono utilizzate solo per finanziare il terrorismo, ad esempio, gran parte dei fondi dell’istituzione è dedicata alla forza extraterritoriale delle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), alla Forza Quds e ai familiari dei terroristi morti della Forza Quds. La riapertura dei siti religiosi comporterà un numero maggiore di decessi e contagi da COVID-19, il che contribuirà a rendere la società Iraniana maggiormente esplosiva. Il regime è ad un punto morto per cui riaprire le attività economiche e i luoghi religiosi significa prendere una boccata d’ossigeno, fateli fa alle sue forze per riorganizzarsi e reprimere tutte le sommosse ele rivolte del popolo iraniano.

A questo proposito, Ahmad Naderi, uno dei funzionari del regime, ha dichiarato al quotidiano Resalat, gestito dallo stato:” Sono preoccupato per l’esito sociale e di sicurezza di questa crisi. Presto accadranno ribellioni, molto più grandi di quelle del 2018 e del 2019 e certamente molto più grandi di quelle degli anni ’90”.

Mahmoud Hakamian

@HakamianMahmoud

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