Caro Prof. Malvezzi,

leggo le Sue considerazioni su “Politicamentecorretto” con riferimento all’euro e, se non vado errato, anche su di una sorta di Ital-exit  da EU per sistemare il nostro Paese che, secondo Lei, avrebbe tutta l’aria di  svendersi al miglior offerente. Lei vorrebbe un’Europa diversa, ma quale?

Oggettivamente, a parte alcune Sue considerazioni che vanno senz’altro bene per tutte le stagioni,  io penso, dal piedistallo delle mie 85 primavere, che Lei faccia delle affermazioni che, almeno il 90 % degli Italiani non condividono, io in primis. Dico subito di non essere stato “contagiato”  dai Padri Fondatori dei quali nutro e conservo il massimo rispetto, anche perché ho avuto modo di approfondire le fasi iniziali della costruenda Europa dei Sei, come da foto, avendone anche metabolizzato al 100% l’essenza ed il significato di questa realtà nel corso degli studi da me fatti presso l’Ateneo Veneto di Venezia ed  anche presso l’isola di San Giorgio della stessa città,  in un periodo nel quale Lei, molto verosimilmente, non era ancora nato …anzi non era nato affatto, per cui mi permetto di apprezzare solo la Sua forbita dialettica che, se potrebbe anche essere considerata suggestiva ed accattivante per certi versi, di certo non potrebbe trovare concretezza per diversi motivi.

Che Lei  parli di speculazioni bancarie (Grecia docet !) oltre a riportare notizie sul fatto che noi saremmo considerati dei mafiosi da parte della Germania, tutto ciò non mi pare del tutto accettabili con riferimento all’attuale iter italiano presso UE. Anche gli altri Paesi, infatti, potrebbero dire altrettanto, ma ciò che mi “disturba” è che Lei  sembra non ricordare cosa abbiamo detto e cosa stiamo dicendo della Germania…in maniera più o meno sindacabile; ergo, tutto ciò fa parte del giuoco delle parti, ma di quelle parti che hanno nome e cognome, e  per le quali, in questa sede, sarebbe piuttosto complicato argomentare.

Le Sue teorie, se vuoLe anche apprezzabili, si scostano molto da una oggettiva materializzazione ed ora, più che mai, sarebbe davvero impossibile considerare una loro potenziale reversibilità: sarebbe una catastrofe per tutti. Se proprio vogliamo trovare qualche “neo” all’Europa degli attuali 27, io lo cercherei sulla professionalità di tutti coloro che i singoli Stati hanno mandato in Europa; e ciò, non certo per esperienza e capacità, ma semplicemente perché, a parte qualche rara eccezione, alcuni di questi davano fastidio in Patria e si è considerata pertanto l’opportunità di mandarli fuori da ciascun singolo paese. Mi esimo dal fare i nomi, ma se Lei ci pensa….

Insomma, per mandar via questa gente, è stato necessario costruire un cimitero per elefanti in Europa, soggetti che hanno colto al balzo la scelta a fini di denaro e carriera, togliendo il fastidio politico a chi restava in loco. Da questo coacervo di personaggi, fatte salve le molte eccezioni che pur ci sono, l’Europa non sta procedendo spedita nel segno indicato dai Padri Fondatori di cui io mi onoro di aver seguito ed approfondito le loro orme, che dovranno necessariamente essere seguite.

Tutte le altre sono chiacchiere, anche se fatte bene e che mi ricordano un detto di un mio bravo professore di economia politica secondo il quale, le parole si lasciano dire, spesso gratuitamente, dando per scontato che questo non è il Suo caso.

La saluto cordialmente.

Arnaldo De Porti

Europeista fin dalla costituzione dell’Europa dei Sei.

Caro Prof. Malvezzi,

leggo le Sue considerazioni su “Politicamentecorretto” con riferimento all’euro e, se non vado errato, anche su di una sorta di Ital-exit  da EU per sistemare il nostro Paese che, secondo Lei, avrebbe tutta l’aria di  svendersi al miglior offerente. Lei vorrebbe un’Europa diversa, ma quale?

Oggettivamente, a parte alcune Sue considerazioni che vanno senz’altro bene per tutte le stagioni,  io penso, dal piedistallo delle mie 85 primavere, che Lei faccia delle affermazioni che, almeno il 90 % degli Italiani non condividono, io in primis. Dico subito di non essere stato “contagiato”  dai Padri Fondatori dei quali nutro e conservo il massimo rispetto, anche perché ho avuto modo di approfondire le fasi iniziali della costruenda Europa dei Sei, come da foto, avendone anche metabolizzato al 100% l’essenza ed il significato di questa realtà nel corso degli studi da me fatti presso l’Ateneo Veneto di Venezia ed  anche presso l’isola di San Giorgio della stessa città,  in un periodo nel quale Lei, molto verosimilmente, non era ancora nato …anzi non era nato affatto, per cui mi permetto di apprezzare solo la Sua forbita dialettica che, se potrebbe anche essere considerata suggestiva ed accattivante per certi versi, di certo non potrebbe trovare concretezza per diversi motivi.

Che Lei  parli di speculazioni bancarie (Grecia docet !) oltre a riportare notizie sul fatto che noi saremmo considerati dei mafiosi da parte della Germania, tutto ciò non mi pare del tutto accettabili con riferimento all’attuale iter italiano presso UE. Anche gli altri Paesi, infatti, potrebbero dire altrettanto, ma ciò che mi “disturba” è che Lei  sembra non ricordare cosa abbiamo detto e cosa stiamo dicendo della Germania…in maniera più o meno sindacabile; ergo, tutto ciò fa parte del giuoco delle parti, ma di quelle parti che hanno nome e cognome, e  per le quali, in questa sede, sarebbe piuttosto complicato argomentare.

Le Sue teorie, se vuoLe anche apprezzabili, si scostano molto da una oggettiva materializzazione ed ora, più che mai, sarebbe davvero impossibile considerare una loro potenziale reversibilità: sarebbe una catastrofe per tutti. Se proprio vogliamo trovare qualche “neo” all’Europa degli attuali 27, io lo cercherei sulla professionalità di tutti coloro che i singoli Stati hanno mandato in Europa; e ciò, non certo per esperienza e capacità, ma semplicemente perché, a parte qualche rara eccezione, alcuni di questi davano fastidio in Patria e si è considerata pertanto l’opportunità di mandarli fuori da ciascun singolo paese. Mi esimo dal fare i nomi, ma se Lei ci pensa….

Insomma, per mandar via questa gente, è stato necessario costruire un cimitero per elefanti in Europa, soggetti che hanno colto al balzo la scelta a fini di denaro e carriera, togliendo il fastidio politico a chi restava in loco. Da questo coacervo di personaggi, fatte salve le molte eccezioni che pur ci sono, l’Europa non sta procedendo spedita nel segno indicato dai Padri Fondatori di cui io mi onoro di aver seguito ed approfondito le loro orme, che dovranno necessariamente essere seguite.

Tutte le altre sono chiacchiere, anche se fatte bene e che mi ricordano un detto di un mio bravo professore di economia politica secondo il quale, le parole si lasciano dire, spesso gratuitamente, dando per scontato che questo non è il Suo caso.

La saluto cordialmente.

Arnaldo De Porti

Europeista fin dalla costituzione dell’Europa dei Sei.

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